L’inceneritore della discordia.

(di Francesco Iacotucci da Terra)

L’inceneritore di Napoli est  è al centro delle polemiche post elettorali. Da una parte abbiamo il neo-sindaco De Magistris che ha confermato più volte di non volere l’impianto perché inutile, a lui si è opposto il presidente Caldoro che ha ribadito che il bando andrà avanti e che è fondamentale per la città.

In questa discussione c’è stata una interessante intervista di Anna fava a Fortini in cui l’attuale amministratore delegato da una parte la necessità di bloccare l’attuale bando per l’inceneritore, ma dall’altra conferma che secondo lui questo impianto è fondamentale per Napoli.

Il centro della discussione per Fortini è quindi solo il bando contro cui tra l’altro Asìa ha presentato un ricorso il cui risultato è atteso in questi giorni. In particolare ricorda che il bando, a dispetto di precedenti accordi tra comune e regione, prevede che tutti gli utili vadano al privato che costruirà l’inceneritore, senza far minimamente partecipare l’ente pubblico.

Fortini poi dimostra l’utilità dell’inceneritore di Napoli calcolando la necessità regionale, sapendo bene che l’impianti di Acerra basterebbe per l’intera provincia di Napoli.

Ma De Magistris non è il solo sindaco che non vuole l’inceneritore, difatti anche De Luca, sindaco di Salerno, in occasione dell’inaugurazione dell’impianto di compostaggio ha dichiarato che: “E’ obiettivamente superata l’ipotesi di un termovalorizzatore, perché con l’entrata in funzione dell’impianto di compostaggio abbiamo completato la filiera dello smaltimento e siamo autonomi.

Con questo impianto e con i risultati eccellenti raggiunti con il porta a porta (il 72%, primo capoluogo di provincia d’Italia), anche De Luca si mette nella schiera dei politici che ritengono inutile l’inceneritore in realtà dove si riesce a fare bene la differenziata.

Il vero rischi è che l’inceneritore di Napoli est diventi la prima battaglia istituzionale che vede da una parte il comune di Napoli e dall’altra la regione e la provincia. Se De Magistris vuole veramente opporsi alla costruzione dell’inceneritore, gli servirà un piano serio e credibile per la raccolta differenziata, unito ad un percorso istituzionale che porta alla possibilità di rivedere la scelta dell’impianto di Napoli est emendando la legge votata in parlamento o intervenendo in fase di Valutazione di impatto ambientale del piano regionale. Al sindaco però nel breve periodo non rimane che sperare che l’Asìa vinca il ricorso al Tar contro il bando attualmente realizzato dalla Regione. Una volta annullato il presente bando si riaprirebbero le contrattazioni e ci sarebbero i tempi ed i modi per trovare soluzioni alternative.

La speranza generale, però, è che, passata l’atmosfera elettorale, si possa ritrovare una collaborazione istituzionale, anche tra forze diverse, ricordando che la buona amministrazione consiste certamente nell’applicare decisioni prese, ma anche di saperle rivedere se le esigenze o le necessità nel frattempo sono variate, mettendo al centro non tanto l’ego istituzionale ,ma il bene delle persone e del territorio.

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