Le emergenze ambientali per il sindaco.

(di Francesco Iacotucci da Terra)

Lunedì pomeriggio Napoli avrà un nuovo sindaco, ed in breve tempo conosceremo il nuovo consiglio comunale e la nuova giunta. In ogni caso il nuovo sindaco vorrà rimarcare un netto cambiamento con il passato, in ogni caso inizierà una nuova era per la città di Napoli.

Il nuovo sindaco non avrà solo il nodo dei rifiuti da sciogliere, ma dovrà definire una politica ambientale per la città capace, speriamo, di migliorare la qualità della vita di cittadini, in caduta libera negli ultimi anni.

Andranno quindi intraprese una serie di azioni che si diano obiettivi raggiungibili e verificabili, anche e soprattutto attraverso un continuo e costante coinvolgimento della popolazione stessa, motivandola agli scopi, coinvolgendola alle finalità da raggiungere e verificando il conseguimento degli obiettivi prefissi in modo condiviso.

Un obiettivo molto importante per il nuovo sindaco sarà sicuramente migliorare la qualità dell’aria. Napoli nel 2009 è stata la città dove più che altrove le centraline hanno registrato sforamenti dei limiti delle pm10. Nel 2010 le centraline sono state per molto tempo fuori uso ed il bando per la manutenzione è stato assegnato solo in questi giorni.

Per poter rivedere le azioni esse in campo fino ad oggi, bisognerà sicuramente analizzare  dati delle centraline e forse effettuare uno studio per identificare con maggior precisione le fonti di inquinamento e mettere in campo azioni più mirate.

Altro tema caldo nei prossimi mesi, anche grazie ai referendum, sarà l’acqua ed il tipo di gestione che si avrà in futuro. Sarebbe bello se anche a Napoli si parlasse di acqua del sindaco, se l’acqua pubblica venisse pubblicizzata per la sua qualità se nascessero più fontanelle pubbliche. Per far sì che tutti i cittadini siano portati a lottare per il diritto all’acqua forse si deve partire con il ridare valore all’acqua che esce dai nostri rubinetti.

Il ciclo delle acque non può non considerare la parte della depurazione e quindi la cura del mare, che deve assolutamente partire dalla verifica puntuale degli eventuali scarichi abusivi. Solo la scorsa estate nella lussuosa Posillipo furono molteplici i casi in cui si scoprì di interi complessi residenziali, che scaricavano i propri reflui nello specchio d’acqua antistante.

Altro punto dolente sono i depuratori di Cuma, San Giovanni e Napoli est il cui buon funzionamento è fondamentale per ridare il mare ai Napoletani.

La chiusura della Floridiana ed i problemi del parco di  Capodimonte sono il segno che la cura dl verde cittadino è stato forse trascurato in questi anni. Parchi, giardini aiuole e spazi verdi devono avere una nuova programmazione, tesa a valorizzare l’esistente ed ad allargare gli spazi verdi fruibili dalla popolazione.

Ultimo, non certo in ordine di importanza, l’eterno tema della mobilità cittadina, a cui negli ultimi anni pare si sia rinunciato a dare soluzioni, ma che avrebbe bisogno di tanti interventi “normali” e di una nuova visione di futuro, capace di intraprendere anche nuove sperimentazioni.

Il futuro è alle porte, non è il momento di affidarsi ma di attivarsi per far sì che le promesse di cambiamento siano reali.

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