Emergenza rifiuti, la sfida finale.

(di Francesco Iacotucci da Terra)

Molti osservatori concordano sul fatto che gran parte della battaglia per la poltrona di sindaco di Napoli si giocherà sulla questione rifiuti. Chi saprà mettere in campo i progetti più credibili e chi riuscirà a dare fiducia di una soluzione rapida ma anche di lungo respiro avrà già ipotecato la vittoria del ballottaggio.

Vedendo i risultati dl primo turno si può certo dire che De Magistris, con i suoi circa 60.000 voti in più delle liste, abbia intercettato maggiore fiducia nei cittadini.

Nel ballottaggio si richiede certo maggiore chiarezza sui passi che si vorrebbero attuare per risoluzione della questione. Inoltre, vista la gravità della situazione,  dichiarare in anticipo il  nome del futuro assessore che si occuperà della vicenda rifiuti aiuterebbe a comprendere le posizioni e la loro credibilità.

Una buona occasione per chiarire la vicenda è stato il confronto televisivo negli studi di sky tg 24.

Forse la ricetta dei due minuti ha lasciato poco spazio ad una risposta esauriente ma ha dato modo di conoscere le priorità sul tema rifiuti dei due candidati.

De Magistris promette che la prima delibera sarà sui rifiuti, annuncia il porta a porta in tutta la città, gli impianti di compostaggio e l’adozione immediata della Tariffa dei rifiuti al posto della tarsu mentre si dichiara apertamente contrario all’inceneritore di Napoli est ed a nuove discariche in città.

Lettieri dal canto suo annuncia un accordo per inviare i rifiuti in uno stato europeo senza voler comunicare quale, di voler arrivare al 50% di differenziata in 10 mesi, di voler costruire un impianto di compostaggio in 8 mesi.

Lontano dai microfoni dichiara che i rifiuti scomparirebbero dalle strade in 7 giorni, e che di questo piano ne ha parlato con Bertolaso, che quindi si conferma il suo riferimento sul tema.

Ricordando che la competenza sull’individuazione delle discariche è della provincia e della regione sembra strano che Lettieri indichi una discarica di uno stato europeo, visto che solo l’altro giorno Vendola per esempio aveva ribadito la sua disponibilità ad accogliere i rifiuti campani. Lo stesso Vendola ha ricordato che da quando ha dato la sua disponibilità alla regione Campania, per circa 80.000 tonnellate di rifiuti, erano arrivati solo dei camion sprovvisti della debita documentazione ed autorizzazioni, debitamente rispediti indietro, dopodiché più nulla è arrivato.

La vera differenza ad oggi tra i due candidati sembra essere la fiducia nella differenziata, che in De Magistris appare essere totale, tanto da volerne fare la sua prima delibera, mentre Lettieri, che continua peraltro a difendere l’idea dell’inceneritore, pur promettendo di arrivare al 50% in un anno, continua a sottolineare le difficoltà economiche e logistiche di questa scelta.

Se qualcosa abbiamo imparato dall’emergenza è che non serve chi promette di ripulire le strade in 3,7 o 10 giorni, ma chi riesce a garantire che il problema non si ripresenti mai più e solo investendo seriamente nella riduzione rifiuti, nella differenziata e nel recupero materia si potrà scongiurare il ripresentarsi di questa eterna emergenza rifiuti che potrebbe iniziare ad essere chiamata “incoscienza rifiuti”.

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