I rifiuti? Nel palazzetto dello sport.

(di Francesco Iacotucci da Terra)

Chi pensava che la dichiarazione della fine dell’emergenza rifiuti avrebbe portato ad una graduale normalizzazione della gestione dei rifiuti non può che definitivamente ricredersi dopo le decisioni prese negli ultimi giorni dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli.

La regione Campania decide di eliminare i vincoli provinciali per l’identificazione delle discariche e la Iervolino con ordinanze urgenti decide l’apertura di due siti di stoccaggio vicino Capodichino ed a via Gianturco e nel frattempo impone di requisire una vasca del depuratore di Napoli Est.

La norma votata nel consiglio regionale prevede che “qualora il piano d’ambito di una Provincia non riesca a garantire il pieno rispetto del principio dell’autosufficienza «per fondate e comprovate ragioni oggettive», la stessa può chiedere aiuto alle altre realtà territoriali. Qualora le province non dovessero trovare l’intesa, scatterebbero i poteri sostitutivi previsti dalla legge in capo al presidente della giunta regionale.”

Questa norma nasce per rispondere alle difficoltà finora incontrate da parte della provincia di Napoli nell’individuazione di un sito da dedicare a discarica.

Con questa norma la regione decide di non intervenire sistematicamente ma di aprire ad una contrattazione tra province che non potrà che portare a  ennesime discussioni e problemi, a partire dalla definizione delle “fondate e comprovate ragioni oggettive”.

La regione Campania deve avere il coraggio di ridefinire gli ambiti ottimali, definendo degli ambiti in cui tutti gli impianti necessari alla chiusura del ciclo possono trovare spazio, questa è stata per esempio la soluzione adottata dalla regione Toscana che ha conseguentemente rivisto il suo piano rifiuti.

La decisione del comune di Napoli di utilizzare l’ordinanza d’urgenza per l’individuazione dei possibili siti di trasferenza includendo la vasca del depuratore di Napoli est che era già stato bocciato dalla regione indica chiaramente la precarietà della scelta.

Dei siti individuati uno merita un approfondimento, si tratta del palazzetto dello sport di via Gianturco.

Costruito negli anni ‘80 insieme al centro direzionale , è stato completato come opere edili ma per carenza di fondi non si completarono gli allacciamenti ai servizi.

Negli anni ‘90 il Coni si offrì di prenderlo in gestione ma il comune con l’assessore Parente si rifiutò  volendo lasciare il bene nella gestione del comune.

Fatto sta che da allora non si è fatto alcun intervento lasciandolo all’incuria ed ai poveri ed agli immigrati che lo usano da anni come residenza di fortuna.

Incluso nel 2006 nel project financing che prevede il completamento del centro direzionale, ora vede la proposta di utilizzare il parcheggio sotterraneo dei campi da tennis come stoccaggio di rifiuti.

Oltre a notare come Napoli Est sta diventando sempre più la zona deputata a risolvere i problemi dei rifiuti della città non si può anche riflettere sull’opportunità di affossare definitivamente  questa struttura sportiva di cui la città continua ad avere bisogno?


 

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