Una regione avvelenata

(di Francesco Iacotucci da Terra)

Mentre il mondo teme i veleni che possono provenire dalle nubi radioattive  di Fukushima, in Campania si guarda con apprensione alla propria terra ed ai veleni che vi si sono accumulati nel tempo.

A far scoppiare questa nuovo allarme l’anticipazione dei dati dello studio Sebiorec pubblicati ieri sull’Espresso in un articolo a firma Emiliano Fittipaldi.

Iniziato nel 2008, questo studio, attraverso una indagine su sangue umano e latte materno di persone che vivevano nelle zone da bonificare «con priorità alta», intendeva proprio verificare lo stato di salute dei circa 320.000 abitanti delle zone più a rischio per vicinanza con discariche o altri elementi inquinanti.

Il Sebiorec, richiesto nel 2007 dalla regione Campania per una spesa di 250 mila euro doveva vedere i risultati nel 2009 ma solo nel dicembre 2010 i risultati sono stati elaborati nella loro versione finale, ma la loro pubblicizzazione non è ancora avvenuta.

I risultati confermano le preoccupazioni di partenza confermando la presenza di contaminanti nel sangue e nel latte materno si parla di arsenico , diossina, mercurio e piombo, anche se nello studiosi specifica che “i livelli di esposizione non sono tali da giustificare uno stato d’allarme sanitario”.

Anche se non preoccupanti alcuni risultati anticipati dall’Espresso sono utili per una profonda riflessione: a Pianura c’è un livello molto alto di diossina, a Villaricca di Arsenico, a Giugliano di mercurio ed a Caivano di piombo.

Queste anomalie non sconvolgono gli esperti visto che non possono che essere il triste risultato di interramento di rifiuti tossici e nocivi continuato negli anni dove ad ogni abuso non è mai conseguita una adeguata bonifica dei terreni.

Le cause possono essere varie e difatti anche secondo i ricercatori si dovrebbe indagare a fondo sulle cause della contaminazione.

Quello che più preoccupa è l’avvelenamento della catena alimentare in particolare mozzarella e  verdure, ma anche la contaminazione dell’acquedotto dove la presenza di arsenico è risultata in alcuni casi troppo elevata.

Sulla qualità dell’acqua in alcune zone della Campania e sulla presenza di inquinanti gli studi americani avevano da tempo accertato un livello di pericolo alto per la popolazione, ma anche in questo caso nulla si è fatto.

Si sottolinea per esempio che andrebbe studiata  l’impatto dei rifiuti «sui prodotti alimentari locali, in particolare laddove i rifiuti siano o siano stati soggetti a combustioni incontrollate», qui è facile avere in testa le immagini degli innumerevoli incendi della terra dei Fuochi.

Sembra proprio che in Campania non si possa sapere lo stato di salute della nostra terra e quindi il nostro, dopo la mancata attivazione del registro tumori in molte zone a rischio assistiamo anche all’occultamento dei risultati di questo importante studio.

Come giustamente conclude Fittipaldi “anche senza fare allarmismi, non sarebbe importante discutere dei risultati di Sebiorec?”.

Le conclusioni dello studio sebiorec sono visibili sul sito dell’espresso

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in articolo, ecologia, rifiuti e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...