Da Recam ad Astir passando per l’Asia, insomma sempre la stessa storia…

Siti da bonificare in campania del 2005

Siti da bonificare in campania del 2005

In questi giorni si è tornato a parlare di bonifiche, A chiaiano nel giro di pochi giorni si è liberata una delle cave dalla presenza di amianto, il che sarebbe anche una buona notizia, peccato che l’unico motivo per cui è stata effettuata questa bonifica è l’allestimento di una discarica, ma in raltà ci sono almeno altre due notizie, una è il costo dell’operazione 800.000 euro e l’altra è che a farla è un’azienda del nord, ma come direte voi, che fine ha fatto l’Astir, cioè l’ex Recam?
L’Astir sembra non riuscire a cambiare la rotta della gestione precedente, dalla Recam ha ereditato 17 milioni di euro di debiti, (anche se già l’anno scorso c’era stato un rifinanziamento per 21 milioni di euro), 400 lavoratori abili a fare solo bonifiche leggere (modo carino per dire che possono solo levare le erbacce o poco più), ma non sembra aver intrapreso alcuna azione volta a cambiare il proprio destino, infatti pur essendo l’unica società di riferimento della regione per eseguire le bonifiche, non avendo attrezzature e personale adeguato per le bonifiche da materiali pericolosi o inquinanti è costretta ad indire bandi per altre società a cui subappaltare la movimentazione di tali materiali.

Questo significa che anche se oramai da tempo il commissariato ha disposto ordini di servizio per oltre 60 siti per lo più nel casertano, quasi nulla si è mosso, alle sporadiche notizie di un timido inizio dei lavori o di accordi con altre società per il prosieguo degli stessi (in questo caso ci si è affidati alla Jacorossi), per tutti gli altri siti sembra tutto fermo, anzi in alcuni casi non risponde neanche alle autorità che chiedono lumi sul progetto di bonifica come a Marigliano.

I soldi per il futuro delle bonifiche tra l’altro sono sempre più in bilico, i fondi FAS sono quasi tutti stati impegnati per l’emergenza rifiuti e quelli europei sono in forse vista la gestione del ciclo dei rifiuti campano che rischia l’ennesima bocciatura.

In definitiva, il quadro che ne esce è desolante, i siti da bonificare sono oltre 2.000, la società Astir non pare ancora pronta al compito oneroso che dovrebbe assolvere e nel frattempo gliene si affidano degli altri come la vendita di prodotti alla spina e la consulenza per i piani della differenziata dei vari comuni, insomma una confusione massima, nel frattempo chi aspetta le bonifiche continua ad aspettare….

differenziata porta a porta

differenziata porta a porta

Il vero record negativo pare averlo raggiunto la raccolta differenziata a Napoli, difatti a gennaio è ritornata ad una percentuale del 17,3% (dopo il 18,7 raggiunto a dicembre) ben lontana dal 20% che doveva essere raggiunto a dicembre ma anni luce lontana anni luce da quel 25% di media che dovrebbe essere raggiunto nel 2009.

Dall’ASIA rispondono che questo dato è dovuto al passaggio dei lavoratori del bacino Napoli 5 in ASIA e ci tengono d’altra parte a sottolineare gli ottimi risultati del porta a porta (74% di media), proponendosi a breve di arrivare a coprire 200.000 cittadini.

Forse sono ripetitivo, ma continuo a dire che questa politica non paga ed i dati mi pare parlino chiaro, se c’è stato un aumento della raccolta lo si deve solo al porta a porta ed al miglioramento della raccolta del cartone, c’è cioè una grande fetta di popolazione che continua sulla sua media del 14/15% di raccolta e continuerà su questa media perchè non è coinvolta in nessuna comunicazione nuova, anzi rischia di perdere le (poche) buone abitudini, proprio perchè abbandonata a sè stessa.

Nel frattempo anche ASIA ha deciso di differenziare il suo impegno, oltre a proporsi per la realizzazione delle rimananti 8 isole ecologiche (i cui soldi pare siano stati spesi in altro modo), ha deciso di affiancarsi alla A2A anche per la realizzazione della discarica di Terzigno, oltre naturalmente ad attendere il suo turno per l’inceneritore…

In definitiva, ironia della sorte, entrambe le aziende ambientali pare stiano cercando altro business pur non riuscendo a fare bene neanche quello per cui sono state create e senza avere le competenze nè per i compiti vecchi nè tanto meno per i nuovi.

domanda

domanda

A questo punto la domanda è, dobbiamo aspettare la prossima puntata di Report o la prossima venuta della commisisone europea o qualche altra indagine della magistratura o c’è qualche possibilità di intervenire in queste vicende?

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2 risposte a Da Recam ad Astir passando per l’Asia, insomma sempre la stessa storia…

  1. Pingback: Astir, tutto tranne le bonifiche. « Il blog di Francesco

  2. Paolo redattore scommesse calcio ha detto:

    ma come si fa ad arrivare ad un deficit di 17 Milioni di euro….insomma la solita ineficenza

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