Inaugurazione a Napoli della ruota degli esposti

Ieri è stata inaugurata a Napoli presso il nuovo policlinico la culla termica, novella ruota degli esposti, adibita ad accogliere in totale anonimato i neonati, ne avevo parlato qualche giorno fa , oggi vi volevo proporre il servizio che ieri è stato mandato dal tg3 campania perchè mi sembra esprima bene lo spirito del progetto.

ricordo infine che la culla termica a Napoli è situata ta in via Tommaso de Amicis 115 (secondo ingresso del Nuovo Policlinico). il numero verde è 800.32.00.23 ed il sito di riferimento è www.ninnaho.org non è ancora molto aggiornato (le info su napoli mancano ancora), me speriamo si riempia di contenuti presto.

Update 7/11/08

Sul sito videocomunicazioni.com ho visto questo video che spiega ancora meglio come funziona il servizio


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9 risposte a Inaugurazione a Napoli della ruota degli esposti

  1. Emily ha detto:

    Spero solo che lo stiate facendo in buona fede.:)che non sappiate quello che dite applaudendo all’istituzionalizzazione dell’abbandono laddove uno stato civile dovrebbe preoccuparsi di offrire ad ogni madre l’aiuto per tenere e crescere il proprio bambino. E a nni figli senza identità non ai pensate ?riuscite ad immaginare il trauma di una persona che non passa mai chi è sua madre ? Te lo dico in che lo conosco bene quanto sia profondo questo dolore.. Quello che conta non è la vita a tutti i costi ma anche la sua qualità.

  2. francescoi ha detto:

    Cara Emily,
    grazie di aver messo questo commento. Perosnalmente non penso che un servizio pregiudichi l’altro, il servizio ninna ho così come la ruota degli esposti di antica memoria è un’ultima spiaggia, è una soluzione estrema per quelle madri che pensano di non avere altra soluzione che lasciare il proprio figlio appena nato in mezzo ad una strada.

    Non conosco la tua storia, ma in fede penso che dare una possibilità di vivere a questi bambini , anche nel dolore che può provocare il sapere di non essere stati voluti dalla propria madre naturale, sia un dovere per chiunque pensi che la vita è un dono.
    Emily, anche la tua vita è un dono anche se chi te l’ha donata non è stata in grado di accoglierla, ma sono sicuro che questo già lo sai.
    Auguri

    Fiacot

  3. laura ha detto:

    cara emily, nessuno che non viva la tua situazione credo possa capirla; lo Stato dovrebbe essere vicino a tutti, e prima di tutto come tu dici alle mamme in difficoltà, ed aiutarle, ma davvero, ad accogliere la vita e tenerla con sé in modo dignitoso; come forse si immagina dall’ora di questo commento, io sono una mamma che, come tante, anche nel cuore della notte si prende cura dei suoi figli, è dura, ma ne vale la pena non si può credere quanto. Ma forse ci sono casi di disperazione che noi nemmeno immaginiamo. E se io fossi una di quelle mamme disperate che sentono di non avere scelta, che si sentono all'”ultima spiaggia”, forse vivrei con meno rimorso l’immenso dolore che deve essere, e non riesco nemmeno ad immaginarlo, abbandonare un figlio. Se sapessi che io non ho avuto la forza di accoglierlo -ma solo di metterlo alla luce, e questo è comunque un grande dono-, mi allevierebbe sapere che ci sarà forse l’amore di un’altra mamma a crescerlo. Come mamma che ha avuto la fortuna di non essere in questa condizione disperata, ti mando un abbraccio grandissimo e sono sicura che col passare del tempo il tuo giustificatissimo dolore si attenuerà e farà posto all’amore e alla comprensione verso chi comunque ti ha dato la vita, anche se non sai chi sia.

  4. emily ha detto:

    Grazie per le risposte.
    Avevo postato il mio commento dal telefonino e forse nella fretta sono stata poco chiara.
    Quello che tengo a ribadire a e attraverso persone sensibili come voi è la ingiusrtizia insita nella concessione dell’anonimato.
    Noi figli adottivi di madri che non hanno consentito di essere nominate, lottiamo disperatamente per conoscere la nostra identità.
    La maggior parte di noi ha avuto splendidi genitori adottivi che consideriamo i nostri veri genitori, ma questo non c’entra nulla con il sacrosanto diritto di saper il nome e la storia della donna che ci ha partorito che sono il FONDAMENTO stesso della nostra esistenza.
    A questo proposito il 15 novembre terremo un convegno all’Annunziata di Napoli, per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sulla necessità di una legge che ci dia la possibilità, quantomeno, di fare richiesta al Tribunale dei minori affinchè venga contattata la madre biologica, se ancora in vita, per sapere se, magari a distanza di 30 40 …60 anni voglia ancora mantenere il segreto.
    vi rendete conto dell’assurdità’ il nostro diritto di sapere contro un diritto di difendere la propria “onorabilità” da parte di chi ha pur compiuto un atto cosi’ importante come mettere al mondo un figlio.
    No, nessun rancore, solo comprensione e un forte desiderio riparatore verso chi tanti anni fa si è trovata in difficoltà, ma è nostro diritto sapere da dove veniamo, anche per ragioni genetiche e di diritto alla salute.
    Perciò siamo fortemente perplessi rispetto ad una culla che tuteli la madre al punto di assicurarle un ETERNO ANONIMATO.
    Grazie per avermi ascoltato e, se potete venite a trovarci sabato 15 novembre ore 9 all’Annunziata , sala dell’Ipogeo
    Emily

  5. reporter ha detto:

    sono una giornalista, vorrei sapere un pò di più sulla conferenza del 15 novembre all’annunziata, avete qualche numero di tel da contattare (Responsabili, organizzatori etc.)?

  6. francescoi ha detto:

    Cara reporter,
    ho girato i suoi dati a Emily, la persone che ha parlato dell’evento nel commento precedente, spero che abbia le informazioni che le servono.

    Fiacot

  7. reporter ha detto:

    grazie, qualora qualcuno sia disponibile a raccontare la propria storia per sensibilizzare l’opinione pubblica vi invito a comunicarmelo tramite questo sito, in quanto ho delle difficoltà con la casella di posta. grazie

  8. emily ha detto:

    Cara giornalista, le ho inviato il programma del convegno, nel quale potrà ascoltare alcune toccanti testimonianze.
    al di là di queste, pero’, noi siamo fermamente convinti che la problematica dei figli adottivi non riconosciuti alla nascita, costretti dallo Stato Italiano ad una condizione di ignoranza sulle proprie origini, estremamente pesante da sopportare, vada affrontata e risolta attraverso un cambiamento della legge attuale.
    Siamo comunque disposti a raccontare le nostre storie se cio’ puo’ contribuire ad un cambiamento di mentalità, prima, e alla modifica legislativa poi.
    Grazie se vorrà partecipare al convegno e grazie a tutti colori che mi leggono e vorranno essere con noi il 15 novembre, presso l’Annunziata di Napoli, dalle ore 9 in poi.
    Emilia

  9. rosa rao ha detto:

    Sono la presidente del Movimento per la Vita di Palermo e dal 1995 ho cominciato ad occuparmi della Culle per la Vita tanto da costruirne una, e donarla alla città di Palermo, dove risiedo, nel 1998. L’idea di riaprire l’ex ruota degli esposti fu di Giuseppe Garrone, nella qualità di presidente del MpV di Casale Monferrato, nel 1992. La sua proposta incontrò ostacoli ideologici tanto che la Culla fu aperta solo nel 1995 a seguito di una sentenza del Tribunale di quella città che non solo archiviò l’istanza presentata da un parlamentare nazionale contraria all’installazione del servizio, ma lodò l’iniziativa definendola “extrema ratio” nei casi di disperazione di una madre. E’ stato il Movimento per la Vita, sin da allora, ad occuparsi delle Culle, prima da solo, poi in collaborazione con le istituzioni: potete constatarlo leggendo l’elenco cronologico pubblicato sul sito http://www.mpv.org/progetti, all’interno del quale ho collocato anche tutti i riferimenti logistici e telefonici. Ho anche pubblicato un libro dal titolo “Una culla per Medjugorje”, ed. Fede&Cultura, nel quale racconto la fatica di 9 anni affrontata a Palermo prima che le istituzioni, e la sanità in particolare, prendessero a carico la Culla, denominata servizio di emergenza sanitaria e affidato al S.U.E.S. 118 . Oggi la sanità, gli ospedali in particolare, ne fanno un fiore all’occhiello ma l’ostruzionismo ideologico rimane perchè ogni volta che si parla di tale servizio non si parla mai del Movimento per la Vita, sembra che sia una “loro” scoperta! Eppure, con le sole forze del volonatriato, abbiamo salvato circa 100mila bambini dall’aborto, con o senza Culle, e nessuna delle mamme aiutate si sono pentite della nascita del loro figlio: quanti bambini sono riusciti a salvare i consultori pubblici e/o gli ospedali? Sarebbe bene riflettere un pò di più sulla finalità della Culla: se abbiamo pietà dell “eventuale” bambino abbandonato, e a tal fine costruiamo le Culle, perchè non mobilitiamo l’intera società a salvare da morte “certa” i bambini “vivi” a rischio di aborto? C’è un’incoerenza di fondo, non vi pare? Resto a vs disposizione per qualunque informazione. Rosa Rao

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