Il gioco delle parti sulla crisi rifiuti

Il gioco delle parti, questo l’unico squallido titolo che mi viene in mente dalla cronaca di questi giorni sul dibattito sui rifiuti.

Ce n’è per tutti i gusti,

  • Lina Wertmuller si dimentica di essere una regista e decide di fare un documentario “mmonnezza e bellezza” in cui le colpe sono labilmente divise,
  • nel consiglio comunale del 12 maggio si è assistito alla più inutile assemblea possibile: il consiglio comunale dichiara in un documento degno di un neo-comitato civico di non essere favorevole alla discarica di Chiaiano, nessuna motivazione, semplicemente contrari, anzi, visto che si trovavano contrari pure alla provincializzazione dei rifiuti, ma favorevoli al ritorno alla normalità (quale poi..)
  • oggi si è raggiunto l’apice, Di Palma dichiara “facciamo presto!”, allora uno pensa finalmente ha deciso che la provincia serve a qualcosa, invece smentisce subito dicendo “Sono convinto che il governo da subito attiverà tutte le iniziative per risolvere questa ennesima crisi dei rifiuti, senza attendere la prossima settimana” quindi un altro spettatore.
  • Oggi Claudio Velardi (uno che le parole le pesa) ci dice che non si può più tacere allora ho pensato, finalmente ne canta quattro, invece che fa, attacca il consiglio comunale (e fin qua…) non comprende l’attesa del dio berlusconi (ok, ok quindi?) , dice che il compito delle istituzioni non è scaricarsi delle proprie responsabilità (benissimo e quindi?) ma conclude dicendo ” non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino: penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani.” Una scossa? una scossa a chi? partendo dal palazzo dove sei a scendere?

Tanti sono gli incontri programmati sul tema nei prossimi giorni, tante le persone che volenterose tentano di “dare una mano” e di fare la propria parte, ma mancano delle istituzioni credibili e conscie del proprio ruolo, esiste un piano regionale (già revisionato prima di partire), partiamo da lì, anzi partite leggendolo, poi ove ce ne fosse la necessità chiedete delle modifiche in merito, poi non si capisce che stanno facendo i tecnici delle istituzioni, perchè nessuno propone altre soluzioni rispetto al commissariato? Dopo il commissariato non c’è nulla, nessun piano nessuno che stia seguendo gli eventi, nessuno capace di pensare qualcosa, pèer non parlare di napoli e della raccolta differenziata, divenuta ormai barzelletta nazionale.

Se un tempo è arrivato è quello di dare uno scossone ai politici impegnati nella non gestione del nostro territorio o metterli di fronte a traguardi precisi da raggiungere, pena il doversi staccare dalla amata sedia del potere.

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2 risposte a Il gioco delle parti sulla crisi rifiuti

  1. fraba ha detto:

    In campana francè: dopo la “cura” è arrivato il momento delle “pippe” 🙂

  2. clark kent ha detto:

    hai sputo delle novitò del consiglio dei ministri di oggi sui rifiuti?

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