Acerra, non bastava il cip6 vogliono pure le ecoballe.

update ore 22:00 abbiamo registrato un punto della settimana speciale su Acerra con Norberto e con la presenza di Alessandro Iacuelli, autore de “Le vie infite dei rifiuti. Il sistema campano”

Mi ero ripromesso di non parlare dell’inaugurazione di Acerra, non oggi, non quando la voglia di spot è così elevata, non oggi che non si riesce a ragionare ma poi capita che il mio più grande timore si materializza sotto forma di ordinanza e permette di far bruciare le ecoballe di ogni colore, specie, anno e provenienza… previa caratterizzazione in loco, ovvio!

Allora mi sono detto che il silenzio oggi non mi è concesso, quindi vorrei in questo umile post spiegare con alcuni punti perchè l’apertura dell’inceneritore di Acerra non è per nulla una buona idea e perchè brucuiarci le ecoballe campane lo è ancora di meno.

  • Il progetto dell’inceneritore di Acerra è vecchi e qualitativamente scarso Qui parlano le carte, il progetto è del 1998, Il progetto di Fibe che vinse fu giudicato «scadente e obsoleto», in una scala di voti da 1 a 10 valutato 4, ma preferito perché il bando privilegiava l´offerta economica ma soprattutto la rapidità di realizzazione (non ridete) alle tecnologie. Persero l´appalto sia Ansaldo,  “Abb”, “Forter Wheeler” ed Enel che prometteva l´impianto in 18 mesi. Che il progetto fosse scadente lo si verificò in seguito quando fù fatta la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che prescrisse 27 correttivi.
  • Non evita le discariche il 30%circa di ciò che viene portato ad incenerire esce sotto forma di ceneri che dovrebbero essere smaltite in discariche speciali per rifiuti nocivi.
  • Inquina. Non posso sapere le caratteristiche dell’inceneritore di Acerra ma anche se si confronta questo tipo di “smaltimento” dei rifiuti “tal quali”  rispetto agli altri metodi di smaltimento si vede che per una tonnellata di rifiuti si producono 450 KG di CO2 rispetto al riciclaggio e 350Kg rispetto ad una lavorazione con trettamento meccanico biologico. Questo senza andare a valutare cosa altro uscirà dai camini, senza parlare di nanopolveri, nanoparticelle o diossina.
  • non produce energia e non è un impianto “conveniente”. In realtà recupera una percentuale bassissima dell’energia rappresentata dai materiali che va a bruciare (tra il 20 ed il 30%), se poi consideriamo che quei materiali scompaiono e non possono essere riutilizzzati….per non parlare della quantità di gas necessaria per far funzionare l’impianto (per brescia per esempio si bruciano ogni anno 5 milioni di metri cubi di metano.  Che non sia conveniente lo si può capire dalle gare andate deserte in mancanza dell’incentivo cip6, ma visto il costo dell’impianto (Per Acerra non ne parliamo proprio) ed i costi di gestione, solo gli incentivi possono rendere conveniente un impianto del genere.
  • Non aiuta l’incremento della differenziata e la riduzione dei rifiuti. I rifiuti diventano carburante perchè mai fare qualcosa per ridurli? Soprattutto se consideriamo che i rifiuti con maggior potere calorifero sono la carta e le plastiche, il conto torna…

Questo era quello che si poteva scrivere fino a ieri, molti lo avranno scritto meglio e probabilmente è il motivo per cui non avrei voluto scrivere oggi, ma stamani ecco la notizia contenuta nell’ordinanza pubblicata nella gazzetta ufficiale edi ieri in cui si dice che, sarà possibile bruciare le ecoballe stoccate dal 2005 “a prescindere dallo stato di conservazione delle stesse”, previa caratterizzazione in loco che, se risultasse negativa impedirebbe di bruciarle… “volevo vedere che non lo scrivevano!”

Anche qui voglio solo elencare dei brevi punti

  • Perchè le ecoballe, di cui si è tanto parlato sono così appetibili? Perchè per un inceneritore sono soldi, carburante assicurato per anni!MA ve lo faccio dire da bertolaso in persona…

Intercettazione del 7 marzo 2005, ore 18, 59,  tra l’allora Commissario Straordinario ai rifiuti, il prefetto Corrado Catenacci,  e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso

Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania… Per quanto riguarda gli importi,  secondo me sono circa 400 miliardi di lire».

Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica,  no?».
Catenacci: «Gliela pagano a tariffa agevolata,  tutto uno strano movimento che hanno fatto loro».
Diciotto minuti dopo,  alle 19. 17,  il prefetto richiama.
Catenacci: «Ho fatto i conti con Turiello,  viene una cifra mostruosa,  1. 325 miliardi di lire».
Bertolaso: «Mortacci ragazzi…»
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  • Cosa c’è in queste ecoballe? Qui vi faccio rispondere dalla principale collaboratrice dei Bertolaso.

Marta Di Gennaro e Michele Greco parlano degli impianti che in realtà dovrebbero per legge trattare i rifiuti, ma non lo fanno. Di Gennaro: «Senti, il Compost fuori specifica è quello che viene dal Cdr degli altri paesi, non dal nostro…». Greco: «No, no… il nostro è monnezza, punto e basta».

Parlano ancora Greco e la dottoressa Di Gennaro. Greco: «Qui non ha proprio senso fare il trattamento dei rifiuti…». Di Gennaro: «Sì, ma rimane fra noi… non ce lo possiamo dire… ora noi dobbiamo parlare il linguaggio che parlano tutti… che è il linguaggio della vaghezza».

24 maggio 2007. Marta Di Gennaro parla con Michele Greco e gli racconta di aver parlato con Gianfranco Mascazzini: «Gli ho detto… non devi rompere il piffero sulla fos. E Mascazzini: perché tu mi hai scritto che (dagli impianti, ndr) esce della tritovagliatura e non hai scritto stabilizzata… e io ho detto: io non scrivo mai cose che non rispondono al vero, quindi il vero aiuto che mi devi dare è di rinaturalizzare quello che ti ho scritto…».

Il 20 giugno 2007 la Di Gennaro chiama Bertolaso e si sfoga con il capo: «Guido basta, così non va. Centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, tutti che pretendono e se la prendono con noi… ammucchiamo balle e facciamo mucchi di merdaccia… Chi ci ha portato in questa storia merita la morte… Dobbiamo trovare il coraggio di andarcene. Stasera che sono scoglionata vedo le cose come sono, senza eroismi…».

  • Pensare che pochi giorni fa Ganapini diceva: “Le ecoballe campane? Non finiranno nel termovalorizzatore di Acerra”non solo, ma a margine della sua audizione in commissione Ambiente al Senato. “La Commissione europea con una lettera dell’8 dicembre scorso ha messo in mora le norme di legge che consentirebbero lo smaltimento in deroga di quei materiali ad Acerra”
  • Solo pochi giorni fa Bertolaso aveva chiesto il dissequestro delle balle stoccate ina alcuni siti campani ma la risposta della procure era stata netta, hanno dichirato che la richiesta era semplicemente irricevibile, che le ecoballe stoccate sono sotto la responsabilità della Fibe e quindi anche i costi non possono essere che essere addebitati a loro. Dice la procura che :”Trattasi di siti di balle di falso cdr in sequestro. Per essi la normativa impone la rimozione dei rifiuti, trattandosi di discariche a cielo aperto. Al contrario il Commissariato propone di proseguire esso stesso nella gestione della discarica piuttosto che rimuoverla, attività che nessuna norma di legge consente di sottrarre alle responsabilità dei legittimi proprietari, ossia le ex società affidatarie»….  Si propone di sperperare denaro pubblico in sostituzione di privati e si pretende di esentarsi di responsabilità prevendendo ipotetiche e dispendiose operazioni di recupero delle spese». La Procura chiosa così : “se le attività di manutenzione spettano ai privati sotto processo perché deve essere lo Stato ad intervenire? «Perché farsi carico di oneri che sono a carico delle imprese affidatarie?”
  • Le ecoballe contengono di tutto. Nel giugno 2008 su uno dei container provenienti dalla Campania, la Srh, la società di nettezza urbana di Amburgo, scoprì una dose di radioattività eccessiva (dovuta probabilmente a latre per radiografie), vari controlli fatti da ministri e da striscia la notizia evidenziarono che in quelle ecoballe c’erano finiti anche rifiuti non cosiderabili urbani, dai copertoni a sostanze chimiche.
In definitiva dopo aver scelto una soluzione già di per sè discutibile come un inceneritore, realizzato su di un progetto qualitativamente scarso (chissà quanto migliorato delle 27 indicazioni del VIA), difficile da controllare (L’esempio di Rome e di pochi giorni fà…), antiecologico, inquinante e dispendioso per la comunità (non fosse altro che per il cip6), oggi si aggiunge la beffa della possibilità di utilizzare un combustibile di infima scelta se non proprio addirittura pericolosi, come si fà ad essere fiduciosi?

Una Risposta

  1. Salve, il tuo blog è davvero interessante così come questo articolo!
    Ti faccio per ora solo tre domande precise:
    1) ho letto qui e da altre parti che le ceneri risultanti dall’incenerimento sarebbero pari al 30% di quanto viene incenerito; non mi è chiaro se in peso o in volume (in ogni caso ciò è davvero sconvolgente)
    2) è vero che in Campania non esistono discariche per rifiuti speciali ma solo alcune piattaforme per il trattamento?
    3) risultando la FIBE la ditta titolare dello svolgimento del piano rifiuti essa risulta proprietaria o no delle eco-Balle? se fosse così “l’ inceneritore” dovrebbe acquistare le eco-Balle (una volta e se liberate dalle inchieste) da FIBE, e a che prezzo? non è mica CDR, anche se in Campania lo è per legge anche il rifiuto urbano misto.

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