Dalle ceneri della Recam nasce la Astir

Come un’araba fenice dalle ceneri della Recam nasce Astir (Azienda per lo sviluppo sostenibile del territorio e per interventi di recupero ambientale) il nome significa stella in greco e come simbolo è stata scelta la croce del sud(costellazione usata come bussola dai naviganti).

Le ceneri della recam ancora fumanti direbbe qulcuno visto che solo poco tempo fa c’è stato l’incendio (probabilmente doloso) della sede in cui molti documenti

dell’attività della società sono andati persi. Attività della società, che era quella di bonificare il martoriato territorio campano, che è stata più volte nel mirino di inchieste giornalistiche e non per la sua oramai epica inefficienza, ricordiamo che l’Arpac recentemente ha confermato ciò che chi vede Report già sapeva e cioè che in campania ci sono circa 2551 siti da bonificare.

Quindi la cattiva Recam non c’è più anche se sempre alla Recam sono stati affidati dei lavori di bonifica da iniziare il 2 dicembre per e nel frattempo la regione cerca aziende del settore rifiuti per il trasporto ed il conferimento degli stessi rifiuti, insomma nulla di nuovo…

Ma passiamo alla nuova società Astir, società nuova abbiamo detto, società completamente di proprietà della regione , sicuramente nuova nel suo consiglio di amministrazione che per ora comprende come presidente Dino Santoro ex dirigente Italsider e Montedison, Fortunato Gallico, esperto di ambiente, citatissimo autore del piano di raccolta  porta a porta (mai usato e mai visto) a Napoli per conto del Conai; e Domenico Semplice, ex sindaco di Caivano.

La Astir dovrebbe assorbire la Arpac Multiservizi (ex Pam) (su cui in passato ci sono stati sospetti di clientelismo) per convogliare il più possibile i fondi attesi nel settore, ma il problema serio risultano sicuramente le conoscenze in campo di bonifiche, che nè la ex recam, nè altre società campane alla prova dei fatti si sono rivelate adatte o all’altezza per cui ci si aspetta (così come per gli inceneritori) l’arrivo di un socio privato di esperienza.

Ma la Astir non si occuperà “solo” di bonifica ma si propone di gestire tutte le azioni inerenti al settore ambientale, in particolare si dovrebbe occupare di:

  • Azioni per la riduzione dei rifiuti, vendita prodotti alla spina etc
  • ciclo integrato dei rifiuti
  • manutenzione dei parchi naturali
  • gestione dei cdr “Li trasformeremo in strutture per la produzione di compost – dicono Santoro e Semplice – quindi effettueremo, in assoluta trasparenza, le gare per l’affidamento del servizio alle future aziende provinciali che si occuperanno del ciclo dei rifiuti”
  • informazione e formazione ambientale
  • reintroduzione del vuoto a rendere
  • creazione una task force per lo sviluppo della raccolta differenziata per arrivare al 65% nel 2013 e consulenza per armonizzare i piani esistenti ed applicati dai vari comuni.

Insomma non una semplice resurrezione ma una vera e propria rivoluzione regione-centrica nei temi ambientali che a mio avviso stravolge il piano dei rifiuti e la tanto decantata provicializzazione, cioè sembra che la regione si riproponga come dragatrice di fondi sui temi ambientali, non solo ma riproponendosi come gestore dei cdr “miniera d’oro” secondo lo stesso Ganapini, non si capisce cosa dovrebbero fare le provincie che tra l’altro si devono accollare i lavoratori di bacino.

I soldi in ballo non sono pochi, solo per le bonifiche sono previsti 600.000 euro nel periodo 2007-2013  ma sicuramente sommando i fondi per tutti i punti di interesse extra elencati prima la cifra aumenta di molto, ora bisogna vedere cosa decide di fare la regione con il piano regionale, visto che le linee programmatiche sono state ritirate (ed a questo punto si capisce perchè) ed i ruoli sembrano di nuovo confusi.

Rifiuti tossici nel canale dei regi lagni

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Non c’è pace per l’ambiente nella nostra regione, mentre in tanti nei forum e nelle associazioni si preoccupano di trovare alternative al piano berlusconiano di riempire di impianti di incenerimento (molti dei quali inutili) la nostra terra, la regione campania riparte come se gli anni passati non contassero con una società nuova di zecca che senza aver nessuna preparazione si candida a gestire tutte le azioni inerenti ai temi ambientali della nostra regione, forse qualcuno sarà contento e vedrà una luce di speranza, io ,scusatemi, ma non sono ottimista, però invito tutti a tenere occhi ed orecchie bene aperte perchè questi signori vanno seguiti e controllati, senza aspettare la nuova puntata di Report che ci dica inesorabilmente che dopo tanti mesi nulla è cambiato.

8 Risposte

  1. ho paura che non ci sia bisogno di aspettare la prossima incursione di Gabanelli & c…..

  2. che strano… imbattermi per caso in questo blog e leggere cose che mi riguardano da vicino e in prima persona… casi strani.. il potere di internet?

  3. ciao maruzz,
    mi incuriosisce il tuo commento, in che senso ti riguardano da vicino?
    Se hai qualcosa da aggiungere o da commentare nel merito, ben lieto di leggerlo e di pubblicarlo.
    Francesco

  4. [...] (Azienda per lo sviluppo sostenibile del territorio e per interventi di recupero ambientale) …Vai all’articolo Condividi [...]

  5. ti vedo molto attento sul caso Recam/astir potrei sapere come mai? e anche nn male informato anche se nn preciso perche’ la partenza iniziale per i 31 ordini di servizio era preveista solo inizialmente per il giorno 2 ma poi successivamente stabilita il giorno 5 dicembre e regolarmente con effetti positivi, se vale ancora l’opinione dei cittadini residenti sui luogi dove stanno operando (es. trezzelle nel Nolano)

  6. [...] e l’altra è che a farla è un’azienda del nord, ma come direte voi, che fine ha fatto l’Astir, cioè l’ex Recam? L’Astir sembra non riuscire a cambiare la rotta della gestione precedente, dalla Recam ha [...]

  7. e tutta 1 pastetta

  8. [...] la ricapitalizzazione della “nuova” società ambientale Astir (di cui ho parlato già qui , qui e qui), cioè si voterà il risanamento del buco di bilancio di ben 17 milioni di euro [...]

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