Sembra una partita a poker, a dare la mano è stato Berlusconi con il suo “in due mesi risolvo tutto”, poi è sceso Bassolino con il suo pezzo da 90 (e più) Ganapini e la lezione sul piano regionale della serie: “tutto ciò che avremmo potuto fare in questi 14 anni ma abbiamo pensato di farlo ora perchè ce ne stanno cacciando”, oggi arriva il solito dossier segreto a firma ninte poco di meno che De gennaro, il quasi salvatore della patria (beh va detto 40/70.000 tonnelate di mmonnezza sono ancora lì e con tutti i treni milionari per la Germania..) che mette nero su bianco la sua situazione, mettendo cifre anche in disaccordo con quelle di Ganapini con il quale teoricamente sta lavorando a braccetto da quando si è insediato.
Riassumendo l’analisi di De gennaro e del suo staff è la seguente:
- tra 86 giorni (5 luglio) finisce l’autonomia del sistema di smaltimento dei rifiuti da lui lasciato, questa data prevede l’apertura di Savignano e Sant’Arcangelo Trimonte (20 maggio e 5 giugno)
- serve una piattaforma di 2 milioni di tonnellate che possa contenere anche rifiuti pericolosi
- Sono stati identificati 3 siti: Vallata 3 milioni di tonnellate, chiaiano 1 milione di tonnellate, Giugliano 700.000 tonnellate
- la produzione giornaliera di rifiuti è di 7.200 tonnellate e la differenziata è sul 12% (Napoli 6%)
- Bisogna avviare una manutenzione straordinaria dei cdr.
La cosa più strana che salta agli occhi è che vi siano cifre differenti tra questo dossier ed il piano presentato da Ganapini solo l’altroieri, com’è possibile che la produzione giornaliera per il commissariato è 7.200 e per la regione sono 6.500?
Poi vorrei fare una riflessione, il commissario de Gennaro è venuto con un semplice compito: pulire le strade, niente altro, certo non è stato un lavoro da poco ma non gli si è chiesto (anche perchè non ne ha le competenze) di prevedere delle soluzioni a medio/lungo termine,
Ma a parte questa differenza la mia perplessità rimane sui modi di affrontare questa situazione, personalmente penso che si debba instaurare un percorso di responsabilità locale del ciclo dei rifiuti, mi fa ribrezzo il pensiero che da Roma si decida (sulla base di cosa poi?), a chi affidare la costruzione di inceneritori, o a chi affidare il ciclo dei rifiuti per il futuro (semmai a qualche privato amico), ma non sono certo rasserenato da un percorso seguito da un consiglio regionale in via di estinzione, allora, che fare?
Le autorità locali vanno responsabilizzte (comuni e provincie) e la regione deve avere la forza di approvare, difendere e realizzare il progetto presentato da Ganapini, se non ha la forza tanto vale andare ad elezioni il più presto possibile, prolungare il commissariato del periodo necessario ma poi iniziare il percorso “normale” con le persone che lo dovranno gestire nei prossimi anni.
Se la regione deve essere commissariata dal governo tanto vale che si sciolga, il pericolo di un inciucio (tipo cabina di regia) per la semplice sopravvivenza non mi rasserena affatto.
Nel frattempo le date di de gennaro per il ritorno nella crisi mi sembrano plausibili, anzi le avevo previste da tempo, quindi se una soluzione deve venire che venga presto, perchè sennò altro che maggio dei monumenti…
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