Gestione dei rifiuti: dalle regioni alle provincie con qualche spiacevole sorpresa

La scadenza del mandato di De Gennaro volge alla fine ed ecco che si iniziano a vedere dei movimenti di riorganizzazione, primo protagonista il consiglio regionale campano dove prima di tutto Ganapini ha detto che la gestione normale avrà inizio a dicembre o giù di lì, cioè dopo De Gennaro la gestione passerà a Sottile il cui mandato scade a fine novembre (salvo rinvii)  quindi tutto rimandato.

Già questa notizia ha provocato non poche polemiche ma è stata sovrastata dalla successiva decisione presa all’unanimità dal consiglio regionale, tutti d’accordo nel dare la intera gestione del ciclo dei rifiuti alle provincie! Anzi per essere precisi la provincie devono entro novembre assegnare con una gara la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti a società a totale o prevalente capitale pubblico.

Ma non è finita qui, a queste società toccherà di gestire anche i Cdr, che dovranno essere rimessi a punto, e si dovranno prendere in carico tutti i lavoratori dei consorzi….

Dei consorzi avevo già detto che pare che per legge debbano essere utilizzati, della provincializzazione del ciclo dei rifiuti si era già parlato, ma la decisione definitiva e lo scarico delle competenze della regione verso le provincie ha fato infuriare L’assessore della provincia di Napoli Giuliana Di Fiore che ha assistito al consiglio ed ha rilasciato giudizi pesantissimi ecco di seguito una selezione delle sue dichiarazioni:

  1. «Il nuovo piano risolve il problema della Regione, non quelli dei rifiuti
  2. «Le società miste non hanno avuto finora successo in Campania, anzi sono state oggetto di molte polemiche, quindi non mi sembra opportuno metterle al centro del nuovo ciclo. In questo settore abbiamo già all’opera migliaia di lavoratori dei consorzi e delle società comunali. Quale imprenditore privato vorrà utilizzarli, come prevede la legge? E questo vale ancora di più se si considera che la media italiana tra i lavoratori della nettezza urbana è un dipendente per 1500 cittadini e quella campana è di uno ogni 400
  3. La gestione del ciclo non può essere affidato alle Province  perché questo non accade in nessuna parte d’Italia. Noi dobbiamo solo organizzare e programmare.

Insomma un ottimo inizio, da una parte il peso dei lavoratori assunti negli anni per motivi più o meno  clientelari, dall’altra una provincia che si smarca decisamente dalle responsabilità appena acquisite, per finire c’è la questione riguardante le società che attualmente stanno lavorando per i rifiuti ASIA in testa, come ci si comporterà con loro? Ganapini chiarisce che “La legge prevede che si vada avanti con procedure di evidenza pubblica” quindi nessuna garanzia, in più aggiunge che è intenzionato a rendere operativo il controllo sirenetta (sistema che permette il monitoraggio satellitare di tutti i reflui, dal momento della cessione da parte del soggetto che li ha prodotti, vengono catalogati per qualità e peso ed il mezzo che li trasporta viene seguito in tutti i suoi spostamenti fino alla meta finale, che potrà essere a seconda del tipo di refluo, l’impianto di trattamento, la discarica o il termovalorizzatore), insomma una bella sparigliata, i giochi sono benlontani dall’essere fatti.

Una Risposta

  1. [...] regione le cose non cambiano, anzi, avevo sottolineato la delicatezza della decisione di provincializzare la gestione del ciclo dei rifiuti, ed ecco che alle dichiarazioni a caldo dell’assessore provinciale Giuliana di Fiore ho [...]

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