Acerra, l’inceneritore e le emissioni, tra verità e dubbi.

Ieri un articolo del sole 24 ore è rimbalzato su vari siti, la notizia era di quelle forti: Emissioni nocive oltre i limiti ad Acerra, si faceva riferimento ai dati delle centraline dislocate nelle vicinanze dell’inceneritore di Acerra e si parlava di 9 sforamenti in tre mesi dei limiti di Pm10 (le cosiddette polveri sottili)(50 µg/m³ )l’allarme era dovuto al fatto che per legge ci possono essere al massimo 35 sforamenti all’anno di tali valori, i dati a cui si faceva riferimento erano quelli ufficiali dell’Arpac tutti scaricabili dal sito .

Per meglio capire sono andato a controllare sul sito ed ho fatto un grafico degli andamenti delle emissioni melle tre centraline negli ultimi 15 giorni

Pm10 dal 13 al 27 maggio 2009 rilevate dalle centraline Arpac

Pm10 dal 13 al 27 maggio 2009 rilevate dalle centraline Arpac

Negli ultimi 14 giorni ci sono stati 11 sforamenti dei limiti ed in due casi è stato superato il doppio del limite stesso.

Al 27 maggio siamo già a 18 sforamenti del limite, considerando che le rilevazioni partono dal 26 marzo, i conti sono presto fatti.

Resta da capire quali siano le motivazioni di questi sforamenti, il primo imputato ovviamente è l’inceneritore, su cui però continua ad esserci un certo alone di mistero.
Sappiamo da tempo che l’inceneritore non inquina come tre auto (ma come quasi 100.000), ma quello che ad oggi non sappiamo è quanto e quando sia stato acceso l’inceneritore, e, cpsa ancor più grave, non sappiamo i dati delle emissioni dell’inceneritore visto che era stato promesso che,

nei locali dei Comuni sarà possibile consultare i rilievi svolti ai camini mediante tre centraline di monitoraggio installate dall’Arpac.

Penso che ci sia bisogno di tanta trasparenza, ed invece ci ritroviamo come sempre calati in una coltre di dubbi, oggi bertolaso ha fatto una conferenza stampa ma non mi risulta aver toccato l’argomento, penso che le popolazioni abbiano il diritto di sapere cosa succede, e di avere tutte le informazioni necessarie per sapere se ci sono motivi di preoccupazione per la propria salute.

Per far ciò bisogna rendere note le rilevazioni al camino dell’inceneritore di Acerra o comunque di conscere e rendere note le possibili cause di questo abnorme sforamento dei livelli di Pm10 di questi giorni, Chi si offre per dare una risposta?

Noi non possiamo far altro che tenere gli occhi e le orecchie ben aperte.

Update 28/5/2009

dal sito dell’arpac arriva una precisazione che vi allego
LIVELLI DI CONCENTRAZIONE DI PM10 NELL’AREA ACERRANA

Con riferimento alle notizie di stampa relative al superamento dei limiti di concentrazione media giornaliera di PM10, si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 in ottemperanza alle prescrizioni della competente Commissione Ministeriale di Valutazione Impatto Ambientale.
Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra.
ARPAC ha, comunque, programmato per le prossime settimane una specifica attività di controllo e monitoraggio finalizzata all’individuazione della incidenza percentuale delle molteplici fonti di emissione presenti in zona, anche attraverso la speciazione del particolato.

Sarei curioso a questo punto di vedere questi dati ex-ante e soprattutto sapere come si fa a pensare di mettere in funzione un inceneritore di quella portata se c’era già una concentrazione di Pm10 così elevata, poi rimane da dover essere spiegato lo sforamento per 11 giorni su 14…

In generale direi che se i livelli di Pm10 sforano anche quando l’inceneritore è spento non vedo come la situazione possa migliorare con l’impianto acceso, o crediamo veramente che pulisca l’aria?

Alla prossima…

update 29/5/2009

Oggi leggiamo su La Repubblica la versione del commissariato

Il termovalorizzatore, replica la struttura del sottosegretario, è in rodaggio. Ieri ad esempio si è fermato per la rottura di una pompa. «Ma la stiamo sostituendo, tutto nella massima trasparenza», ribadisce Bertolaso. E gli sforamenti, afferma uno dei collaboratori del sottosegretario, l´avvocato dello Stato Figliolia, «non sono affatto preoccupanti, ma fisiologici. Non dovranno verificarsi quando l´impianto quando sarà a regime, perché in questo caso ci sarebbero gravissime responsabilità penali e nessuno di noi si assumerebbe la responsabilità di mettere a regime un impianto laddove vi fosse solo un minimo dubbio che possa non rispettare i parametri».

Sul Mattino c’è una precisazione interessante dello stesso Bertolaso

Voglio poi rassicurare la popolazione, quando le emissioni vanno oltre un certo limite, l’impianto si ferma automaticamente . Solo il 22 aprile non è accaduto e l’impresa è stata per questo diffidata

Quindi non è che i dati sono in linea ma è normale che in questo periodo l’inceneritore inquini, poi ci possono essere dei problemi, qualcuno che si dimentichi di fermare l’impianto, insomma, ora sono veramente più tranquillo! Forser meglio quando non si hanno le risposte…

Astir, tutto tranne le bonifiche.

le bonifiche da noi si fanno così

le bonifiche da noi si fanno così

Domani in consiglio regionale si voterà per la ricapitalizzazione della “nuova” società ambientale Astir (di cui ho parlato già qui , qui e qui), cioè si voterà il risanamento del buco di bilancio di ben 17 milioni di euro risalenti alla vecchia società Recam.

Fin qui nessuna grande notizia, il buco era ben noto gia mesi fa, nel frattempo però altri particolari sono emersi, per cui questo post lo metto a mò di update e di raccolta info.

La prima notizia nuova la troviamo in un articolo del corriere del mezzogiorno in cui veniamo a sapere che è Corrado Gabriele.
che si sta occupando della fase di transizione dalla ex Recam alla Astir, incurante delle polemiche della sua gestione del progetto I.So.L.A dichiara che  «Il problema vero è di voltare pagina rispetto al passato. Senza coinvolgere e motivare i lavoratori non sarebbe possibile».
Walter Ganapini, dichiara semplicemente  «A me — dice — serve una società ripulita dalle scorie del passato. Contribuirà così a gestire la fase di transizione all’ordinario del ciclo dei rifiuti. Un centinaio di lavoratori, inoltre, potranno essere specializzati nelle bonifiche. Quelle vere, però».

Ma torniamo al consiglio di domani, l’ordine del giorno già approvato in giunta parla in discussione parla di Ricostituzione del  capitale sociale della ASTIR S.p.A. …. e di riconoscimento debito fuori bilancio...

La parte curiosa è che mentre di solito l’astir è sotto grabnde silenzio iquesto consiglio è sotto interesse di molti, tato che si trovano varie dichiarazioni ed alcuni consiglieri hanno fatto addirittura una conferenza stampa!

ecco la dichiarazione a valle della conferenza stampa,ce n’è anche una versione video

“La nostra priorità è risolvere il problema dei quattrocento lavoratori della ex Recam, che non percepiscono lo stipendio, in maniera seria ed efficace. Le necessarie risorse verranno reperite da una serie di unità provvisionali di base del Bilancio regionale che, attualmente, sono finalizzate ad attività non indispensabili, e attraverso la costituzione di un nuovo capitolo nella formazione e lavoro appositamente destinato ad Astir Spa”.

dicono pure che

La delibera è stata redatta con approssimazione  la stessa che ha caratterizzato l’intera operazione di acquisizione di Astir da parte della Regione che ha proceduto in maniera superficiale all’acquisto delle quote da parte di Italia Lavoro s.p.a., pagandole al loro valore nominale e accollandosi anche il debito accumulato dalla precedente azionista”.


“Con la delibera di Giunta non si garantisce il futuro dei lavoratori  perché non è stato presentato dall’assessore all’ambiente Ganapini alcun piano industriale per Astir volto a programmarne l’attività e a salvaguardare i lavoratori”.

“ma è necessario fare chiarezza sulla gestione della società e sulle responsabilità che hanno portato ad un debito diciassette volte superiore al capitale sociale”….”dai verbali delle riunioni del collegio sindacale emerge un grave paradosso: nonostante la società stesse accumulando debiti su debiti e non fosse in grado di pagare i dipendenti, ha continuato a fare assunzioni al ritmo di cinque persone ogni tre mesi, tra dirigenti, quadri, impiegati, consulenti e operai”.

“….ma si deve fare chiarezza sulla gestione di questa società da parte della Regione, in particolare sulle assunzioni di personale che, a quanto si apprende, sono state effettuate su chiamata diretta e non per concorso, come previsto con legge regionale”.

“il centrosinistra deve interrogarsi su un dato politico: l’efficacia delle società miste o di titolarità interamente regionale soprattutto alla luce degli evidenti fallimenti in alcuni settori in cui tali società operano”.

“In questo modo  non solo si è determinata una grave situazione debitoria e si sono danneggiati i lavoratori, ma si è anche determinato il fallimento della missione ambientale cui la società è chiamata. Su questo e sulla gestione delle società regionali chiederemo al presidente Bassolino di venire in Aula a rendere conto e alla Procura della Repubblica di avviare una indagine per verificare se ci sono rilievi penali nella gestione degli ultimi mesi della società”.

“questa occasione deve essere colta per fare chiarezza sulle partecipazioni, sulle acquisizioni e sulle gestioni di società da parte della Regione che, troppo spesso, costituiscono operazioni a perdere e che alimentano situazioni clientelari, danneggiando, come in questo caso, i lavoratori”.

Il presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania Paolo Romano infine dichiara:

…. prendiamo anche atto della mancata trasmissione delle determinazioni della Commissione Bilancio sugli impressionanti debiti della Recam, una società alla quale il governo regionale e il centrosinistra ha da sempre consentito una gestione fallimentare. Vicenda sulla quale, annunciamo, allorché ci sarà dato di affrontarla con un minimo di trasparenza e rigore in Aula, ciascuno per la sua parte dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Queste le dichiarazioni che precedono il consiglio di domani, devo dire che alcuni temi sono stati toccati, il rapporto con Italia Lavoro, il clientelismo, le assunzioni strane, il debito stesso…

Ma alcune domande rimangono senza risposta:

  • l’Astir a che serve?
  • I lavoratori che tutti vogliono difendere che qualifica hanno?
  • Quando vedremo una bonifica fatta dall’Astir?
  • La società è senza mezzi e senza personale specializzato, questi 17 milioni di euro serviranno “solo” a ripagare i debiti e gli stipendi arretrati, i fondi previsti (FAS e FESR) ci sono?
  • Esiste un piano di bonifica per i 2.000 e più siti da bonificare in campania?
  • Esiste un piano finanziario e di evoluzione tecnologica della società?
  • Prima di parlare ancora di piani di formazione e lavoro non si dovrebbe presentare la situazione occupazionale della società?

Insomma queste bonifiche intendete farle o no? L’Astir se non è in grado di farle per quanto mi riguarda potrebbe anche chiudere domani, se devo pensare a quanti siti ci sono da bonificare ed a questi 17 milioni di euro che svaniscono in un buco nero senza che nulla sia stato fatto mi viene il ribrezzo, ma se devo pensare di doverne buttare in futuro altrettanti se non di più, preferisco darli direttamente a società preparate che vengono a fare il lavoro per cui sono pagate. Poi certo ci sarebbero i rifiuti speciali, le ceneri dell’inceneritore di Acerra… ma a questo ci deve pensare qualcun’altro evidentemente.

Acerra, non bastava il cip6 vogliono pure le ecoballe.

update ore 22:00 abbiamo registrato un punto della settimana speciale su Acerra con Norberto e con la presenza di Alessandro Iacuelli, autore de “Le vie infite dei rifiuti. Il sistema campano”

Mi ero ripromesso di non parlare dell’inaugurazione di Acerra, non oggi, non quando la voglia di spot è così elevata, non oggi che non si riesce a ragionare ma poi capita che il mio più grande timore si materializza sotto forma di ordinanza e permette di far bruciare le ecoballe di ogni colore, specie, anno e provenienza… previa caratterizzazione in loco, ovvio!

Allora mi sono detto che il silenzio oggi non mi è concesso, quindi vorrei in questo umile post spiegare con alcuni punti perchè l’apertura dell’inceneritore di Acerra non è per nulla una buona idea e perchè brucuiarci le ecoballe campane lo è ancora di meno.

  • Il progetto dell’inceneritore di Acerra è vecchi e qualitativamente scarso Qui parlano le carte, il progetto è del 1998, Il progetto di Fibe che vinse fu giudicato «scadente e obsoleto», in una scala di voti da 1 a 10 valutato 4, ma preferito perché il bando privilegiava l´offerta economica ma soprattutto la rapidità di realizzazione (non ridete) alle tecnologie. Persero l´appalto sia Ansaldo,  “Abb”, “Forter Wheeler” ed Enel che prometteva l´impianto in 18 mesi. Che il progetto fosse scadente lo si verificò in seguito quando fù fatta la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che prescrisse 27 correttivi.
  • Non evita le discariche il 30%circa di ciò che viene portato ad incenerire esce sotto forma di ceneri che dovrebbero essere smaltite in discariche speciali per rifiuti nocivi.
  • Inquina. Non posso sapere le caratteristiche dell’inceneritore di Acerra ma anche se si confronta questo tipo di “smaltimento” dei rifiuti “tal quali”  rispetto agli altri metodi di smaltimento si vede che per una tonnellata di rifiuti si producono 450 KG di CO2 rispetto al riciclaggio e 350Kg rispetto ad una lavorazione con trettamento meccanico biologico. Questo senza andare a valutare cosa altro uscirà dai camini, senza parlare di nanopolveri, nanoparticelle o diossina.
  • non produce energia e non è un impianto “conveniente”. In realtà recupera una percentuale bassissima dell’energia rappresentata dai materiali che va a bruciare (tra il 20 ed il 30%), se poi consideriamo che quei materiali scompaiono e non possono essere riutilizzzati….per non parlare della quantità di gas necessaria per far funzionare l’impianto (per brescia per esempio si bruciano ogni anno 5 milioni di metri cubi di metano.  Che non sia conveniente lo si può capire dalle gare andate deserte in mancanza dell’incentivo cip6, ma visto il costo dell’impianto (Per Acerra non ne parliamo proprio) ed i costi di gestione, solo gli incentivi possono rendere conveniente un impianto del genere.
  • Non aiuta l’incremento della differenziata e la riduzione dei rifiuti. I rifiuti diventano carburante perchè mai fare qualcosa per ridurli? Soprattutto se consideriamo che i rifiuti con maggior potere calorifero sono la carta e le plastiche, il conto torna…

Questo era quello che si poteva scrivere fino a ieri, molti lo avranno scritto meglio e probabilmente è il motivo per cui non avrei voluto scrivere oggi, ma stamani ecco la notizia contenuta nell’ordinanza pubblicata nella gazzetta ufficiale edi ieri in cui si dice che, sarà possibile bruciare le ecoballe stoccate dal 2005 “a prescindere dallo stato di conservazione delle stesse”, previa caratterizzazione in loco che, se risultasse negativa impedirebbe di bruciarle… “volevo vedere che non lo scrivevano!”

Anche qui voglio solo elencare dei brevi punti

  • Perchè le ecoballe, di cui si è tanto parlato sono così appetibili? Perchè per un inceneritore sono soldi, carburante assicurato per anni!MA ve lo faccio dire da bertolaso in persona…

Intercettazione del 7 marzo 2005, ore 18, 59,  tra l’allora Commissario Straordinario ai rifiuti, il prefetto Corrado Catenacci,  e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso

Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania… Per quanto riguarda gli importi,  secondo me sono circa 400 miliardi di lire».

Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica,  no?».
Catenacci: «Gliela pagano a tariffa agevolata,  tutto uno strano movimento che hanno fatto loro».
Diciotto minuti dopo,  alle 19. 17,  il prefetto richiama.
Catenacci: «Ho fatto i conti con Turiello,  viene una cifra mostruosa,  1. 325 miliardi di lire».
Bertolaso: «Mortacci ragazzi…»
.

  • Cosa c’è in queste ecoballe? Qui vi faccio rispondere dalla principale collaboratrice dei Bertolaso.

Marta Di Gennaro e Michele Greco parlano degli impianti che in realtà dovrebbero per legge trattare i rifiuti, ma non lo fanno. Di Gennaro: «Senti, il Compost fuori specifica è quello che viene dal Cdr degli altri paesi, non dal nostro…». Greco: «No, no… il nostro è monnezza, punto e basta».

Parlano ancora Greco e la dottoressa Di Gennaro. Greco: «Qui non ha proprio senso fare il trattamento dei rifiuti…». Di Gennaro: «Sì, ma rimane fra noi… non ce lo possiamo dire… ora noi dobbiamo parlare il linguaggio che parlano tutti… che è il linguaggio della vaghezza».

24 maggio 2007. Marta Di Gennaro parla con Michele Greco e gli racconta di aver parlato con Gianfranco Mascazzini: «Gli ho detto… non devi rompere il piffero sulla fos. E Mascazzini: perché tu mi hai scritto che (dagli impianti, ndr) esce della tritovagliatura e non hai scritto stabilizzata… e io ho detto: io non scrivo mai cose che non rispondono al vero, quindi il vero aiuto che mi devi dare è di rinaturalizzare quello che ti ho scritto…».

Il 20 giugno 2007 la Di Gennaro chiama Bertolaso e si sfoga con il capo: «Guido basta, così non va. Centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, tutti che pretendono e se la prendono con noi… ammucchiamo balle e facciamo mucchi di merdaccia… Chi ci ha portato in questa storia merita la morte… Dobbiamo trovare il coraggio di andarcene. Stasera che sono scoglionata vedo le cose come sono, senza eroismi…».

  • Pensare che pochi giorni fa Ganapini diceva: “Le ecoballe campane? Non finiranno nel termovalorizzatore di Acerra”non solo, ma a margine della sua audizione in commissione Ambiente al Senato. “La Commissione europea con una lettera dell’8 dicembre scorso ha messo in mora le norme di legge che consentirebbero lo smaltimento in deroga di quei materiali ad Acerra”
  • Solo pochi giorni fa Bertolaso aveva chiesto il dissequestro delle balle stoccate ina alcuni siti campani ma la risposta della procure era stata netta, hanno dichirato che la richiesta era semplicemente irricevibile, che le ecoballe stoccate sono sotto la responsabilità della Fibe e quindi anche i costi non possono essere che essere addebitati a loro. Dice la procura che :”Trattasi di siti di balle di falso cdr in sequestro. Per essi la normativa impone la rimozione dei rifiuti, trattandosi di discariche a cielo aperto. Al contrario il Commissariato propone di proseguire esso stesso nella gestione della discarica piuttosto che rimuoverla, attività che nessuna norma di legge consente di sottrarre alle responsabilità dei legittimi proprietari, ossia le ex società affidatarie»….  Si propone di sperperare denaro pubblico in sostituzione di privati e si pretende di esentarsi di responsabilità prevendendo ipotetiche e dispendiose operazioni di recupero delle spese». La Procura chiosa così : “se le attività di manutenzione spettano ai privati sotto processo perché deve essere lo Stato ad intervenire? «Perché farsi carico di oneri che sono a carico delle imprese affidatarie?”
  • Le ecoballe contengono di tutto. Nel giugno 2008 su uno dei container provenienti dalla Campania, la Srh, la società di nettezza urbana di Amburgo, scoprì una dose di radioattività eccessiva (dovuta probabilmente a latre per radiografie), vari controlli fatti da ministri e da striscia la notizia evidenziarono che in quelle ecoballe c’erano finiti anche rifiuti non cosiderabili urbani, dai copertoni a sostanze chimiche.
In definitiva dopo aver scelto una soluzione già di per sè discutibile come un inceneritore, realizzato su di un progetto qualitativamente scarso (chissà quanto migliorato delle 27 indicazioni del VIA), difficile da controllare (L’esempio di Rome e di pochi giorni fà…), antiecologico, inquinante e dispendioso per la comunità (non fosse altro che per il cip6), oggi si aggiunge la beffa della possibilità di utilizzare un combustibile di infima scelta se non proprio addirittura pericolosi, come si fà ad essere fiduciosi?

Raccolta differenziata a Napoli, il punto della situazione.

Oggi la notizia non è decisamente la differenziata a Napoli, si inaugura Acerra, il primo inceneritore di una serie non si sa se lunga o corta di impianti del genere che dovrebbero essere costruiti nella nostra regione, ma pur avversando la scelta industriale di costruire un ciclo dei rifiuti basato sull’incenerimento, non posso non pensare che la differenziata a Napoli sia uno snodo fondamentale per il futuro di questo piano, per cui oggi voglio mostrare i dati e l’andamento della raccolta differenziata dal gennaio 2007 ad oggi.

rd200720082009

I dati mi sembra si commentino da soli, ma lascio alcuni punti come promemoria:

  • Il dato di febbraio 2009 è stato ricalcolato perchè la somma pubblicata sul sito di ASIA dava una percentuale di differenziata del 19% la somma come si vede dal grafico risulta essere del 15,6%.risulta essere del 19%, dopo aver pubblicato un primo resoconto in cui le somme non corrispondevano al totale nella seconda versione dei dati la somma fa il totale…. (trovate entrambe le versioni nella pagina dedicata alle leggi ed i documenti)…
  • Il risultato che era previsto per il 2008 era del 20%
  • Il risultato per il 2009 deve essere il 25% di media sull’anno pena il commissariamento ad acta.
  • la media di raccolta differenziata nel 2007 è stata del 12,84%, nel 2008 del 14,25%, nel 2009 per ora è del 16,45.
  • La Iervolino giorni fa ha dichiarato che napoli aveva avuto un incremento di differenziata record, seconda solo a Torino, l’unico incremento sostanzioso lo si può avere considerando i mesi della piena emergenza rifiuti, come si vede dal punto sopra le medie annuali si discostano di pochissimo.
  • Dove è iniziata la raccolta porta a porta le percentuali di raccolta differenziata sono oramai stabili intorno al 75%
  • Da dicembre 2008 non ci sono nuove zone coperte dal porta a porta.
  • A gennaio sono stati assorbiti in ASIA circa 350 lavoratori del bacino napoli5.
  • La tarsu quest’anno sarà totalmente a carico dei contribuenti e si prevedono aumenti che andranno dal 40% al 60/80 % per alcune zone della città.

Personalmente non vedo grandi punti di cui andare fieri, nè onestamente vedo possibilità di miglioramento in futuro, se si vogliono raggiungere i ridultati imposti per legge (25%)bisogna mettere in campo idee mezzi e soluzioni diverse o per lo meno aggiuntive di quelle messe in campo oggi.

In conclusione vorrei ricoprdare che dall’emergenza rifiuti non è stata messa in campo dal comune di Napoli neanche un’azione volta alla riduzione dei rifiuti.

Pannolini lavabili, acqua della fontana, promozione delle stoviglie non usa e getta per le mense e per le fiere, borse di tela per la spesa, detersivi alla spina…. altrove sono una realtà, qui da noi è rimasto scritto nel piano comunale…

Non bisogna perdersi d’animo e ricordarsi che …

Dicette o’ pappice ‘nfacce a noce…. Damme o’ tiempo ca te spertoso!

Sulla riduzione dei rifiuti ci sarà una bella iniziativa la prossima settimana, ma ve ne parlerò più in là… il pappice è in azione!

Da Recam ad Astir passando per l’Asia, insomma sempre la stessa storia…

Siti da bonificare in campania del 2005

Siti da bonificare in campania del 2005

In questi giorni si è tornato a parlare di bonifiche, A chiaiano nel giro di pochi giorni si è liberata una delle cave dalla presenza di amianto, il che sarebbe anche una buona notizia, peccato che l’unico motivo per cui è stata effettuata questa bonifica è l’allestimento di una discarica, ma in raltà ci sono almeno altre due notizie, una è il costo dell’operazione 800.000 euro e l’altra è che a farla è un’azienda del nord, ma come direte voi, che fine ha fatto l’Astir, cioè l’ex Recam?
L’Astir sembra non riuscire a cambiare la rotta della gestione precedente, dalla Recam ha ereditato 17 milioni di euro di debiti, (anche se già l’anno scorso c’era stato un rifinanziamento per 21 milioni di euro), 400 lavoratori abili a fare solo bonifiche leggere (modo carino per dire che possono solo levare le erbacce o poco più), ma non sembra aver intrapreso alcuna azione volta a cambiare il proprio destino, infatti pur essendo l’unica società di riferimento della regione per eseguire le bonifiche, non avendo attrezzature e personale adeguato per le bonifiche da materiali pericolosi o inquinanti è costretta ad indire bandi per altre società a cui subappaltare la movimentazione di tali materiali.

Questo significa che anche se oramai da tempo il commissariato ha disposto ordini di servizio per oltre 60 siti per lo più nel casertano, quasi nulla si è mosso, alle sporadiche notizie di un timido inizio dei lavori o di accordi con altre società per il prosieguo degli stessi (in questo caso ci si è affidati alla Jacorossi), per tutti gli altri siti sembra tutto fermo, anzi in alcuni casi non risponde neanche alle autorità che chiedono lumi sul progetto di bonifica come a Marigliano.

I soldi per il futuro delle bonifiche tra l’altro sono sempre più in bilico, i fondi FAS sono quasi tutti stati impegnati per l’emergenza rifiuti e quelli europei sono in forse vista la gestione del ciclo dei rifiuti campano che rischia l’ennesima bocciatura.

In definitiva, il quadro che ne esce è desolante, i siti da bonificare sono oltre 2.000, la società Astir non pare ancora pronta al compito oneroso che dovrebbe assolvere e nel frattempo gliene si affidano degli altri come la vendita di prodotti alla spina e la consulenza per i piani della differenziata dei vari comuni, insomma una confusione massima, nel frattempo chi aspetta le bonifiche continua ad aspettare….

differenziata porta a porta

differenziata porta a porta

Il vero record negativo pare averlo raggiunto la raccolta differenziata a Napoli, difatti a gennaio è ritornata ad una percentuale del 17,3% (dopo il 18,7 raggiunto a dicembre) ben lontana dal 20% che doveva essere raggiunto a dicembre ma anni luce lontana anni luce da quel 25% di media che dovrebbe essere raggiunto nel 2009.

Dall’ASIA rispondono che questo dato è dovuto al passaggio dei lavoratori del bacino Napoli 5 in ASIA e ci tengono d’altra parte a sottolineare gli ottimi risultati del porta a porta (74% di media), proponendosi a breve di arrivare a coprire 200.000 cittadini.

Forse sono ripetitivo, ma continuo a dire che questa politica non paga ed i dati mi pare parlino chiaro, se c’è stato un aumento della raccolta lo si deve solo al porta a porta ed al miglioramento della raccolta del cartone, c’è cioè una grande fetta di popolazione che continua sulla sua media del 14/15% di raccolta e continuerà su questa media perchè non è coinvolta in nessuna comunicazione nuova, anzi rischia di perdere le (poche) buone abitudini, proprio perchè abbandonata a sè stessa.

Nel frattempo anche ASIA ha deciso di differenziare il suo impegno, oltre a proporsi per la realizzazione delle rimananti 8 isole ecologiche (i cui soldi pare siano stati spesi in altro modo), ha deciso di affiancarsi alla A2A anche per la realizzazione della discarica di Terzigno, oltre naturalmente ad attendere il suo turno per l’inceneritore…

In definitiva, ironia della sorte, entrambe le aziende ambientali pare stiano cercando altro business pur non riuscendo a fare bene neanche quello per cui sono state create e senza avere le competenze nè per i compiti vecchi nè tanto meno per i nuovi.

domanda

domanda

A questo punto la domanda è, dobbiamo aspettare la prossima puntata di Report o la prossima venuta della commisisone europea o qualche altra indagine della magistratura o c’è qualche possibilità di intervenire in queste vicende?

Gestione rifiuti in campania, chi si preoccupa e chi no.

Ieri durante il corso di formazione ed aggiornamento sull’ambiente, nella sede del Tar Campania, sono emerse , direttamente o indirettamente molte notizie sulla gestione dei rifiuti campana.

ganapinipreoccupatoTutto è nato da una dichiarazione di Ganapini che si dice preoccupato perchè l’Ue, in una lettera formalizzata circa un mese fa, chiede «numerose spiegazioni in merito al decreto legge 90», ma soprattutto si dice preoccupato per la possibilità che l’UE blocchi i fondi “Por” per i residui dell’agenda 2000- 2006 e agenda 2007-2013, fondi che ammotano a circa 300 milioni di euro e che dovrebbero essere investiti per la maggior parte per le bonifiche.

Altre lettere (tre) sempre dall’UE chiedono informazioni sulle discariche in aree protette.Poi parte con un attacco diretto al commissariato per gli impianti di compostaggio non realizzati o non completati( Teora e San Tammaro) ricordando il costo (300 euro per tonnellata) che i comuni “virtuosi” sono costretti ad accollarsi per esportare l’umido in altre regioni.

bertolaso3La replica di Bertolasonon si fà attendere: «La procedura di infrazione dell’ Ue non è contro il decreto legge 90 ma è per la situazione creatasi precedentemente. Leggo di tanto in tanto dichiarazioni inesatte. C’è qualcuno che rema contro anche nella competenza governativa di questa regione». In merito alle tre discariche nel parco del Vesuvio, sulle quali l’Ue chiede lumi, dice: « Sono state approvate anche dalla Regione Campania ». Sulle discariche, mentre su Chiaiano, pur confermando l’ultimazione della bonifica dei suoli non ha voluto parlare di date per quanto riguarda Terzigno rivela che «I lavori per lo sversatoio di Terzigno sono stati affidati ad una società del nord».

Sull’inceneritore di Acerra conferma quello che era uscito ieri sui giornali dichiarando che dovrebbe essere inauguratora la fine dell’inverno e i primi giorni di primavera». Il commissario Bertolaso ha anche annunciato un accordo con la società municipale Asia per i lavori dell’impianto di termovalorizzazione
di Napoli, smentendo le voci che davano ASIA fuori dai giochi degli inceneritori campani.Il commissario ha concluso dichiarando che lui non è minimamente preoccupato “perchè la spazzatura non c’è più per le strade. Ed è questo quello che conta. Noi stiamo lavorando per fare in modo che l’emergenza sia definitivamente alle nostre spalle anche se non apriamo Chiaiano o Acerra domani mattina,seguiamo un nostro cronoprogramma – ha concluso – e non siamo assolutamente in ritardo ai piani che ho in mente.”

delucaMolto sereno è apparso anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca,che si è detto certo che l’ appalto per la costruzione del termovalorizzatore di Salerno sarà eseguito entro la fine di marzo.   De Luca ha anche ribadito che a breve saranno avviate le opere per il primo impianto di compostaggio a Salerno, il cui costo ammonta a 25 milioni di euro.

Il sindaco di Salerno si è detto però contrario alla costituzione di società provinciali per la gestione del ciclo dei rifiuti. «Sono d’accordo sulla provincializzazione – ha detto de Luca – ma nessuno pensi di togliere questa competenza ai comuni» temendo «nuovi disastri, sia dal punto di vista della gestione che della trasparenza»
Sull’allarme lanciato dall’assessore Ganapini sulla procedura di infrazione a carico dell’Italia per l’emergenza rifiuti, ha aggiunto: «Non è assolutamente facile riuscire a superare un esame attento da parte dell’Unione Europea. Io mi auguro che da parte dell’Ue ci sia una valutazione non fiscale ma un apprezzamento per gli sforzi fatti nell’ultimo periodo. Ma se la valutazione sarà puntigliosa, i rischi saranno gravi».

monicaPreoccupata per Chiaiano infine l’eurodeputata Monica Frassoni che da tempo si interessa della vicenda in uno dei passaggi dichiara che “Non sappiamo se veramente la discarica aprirà. Ma se dovesse aprire, lo si farà senza aver rispettato le norme europee e nazionali. Noi ci appelliamo ancora una volta al Commissario Dimas perché in modo pubblico chieda chiarimenti tecnici e dettagliati su quello che sta avvenendo nel silenzio e la connivenza generale”.

Questo è l’aggiornamento odierno, devo dire che la situazione mi preoccupa molto, Ganapini è sempre stato un ottimista e, per quanto si possa pensare ad attacchi strumentali, molte delle cose che dice sono condivisibili, mentre la fiducia del commissario Bertolaso nel “suo cronoprogramma” non la riesco a condividere, soprattutto perchè parla di un percorso noto solo a lui… Il ciclo dei rifiuti manca di pezzi importanti per essere completato e l’impressione è che il commissariato ancora una volta non stia aiutando…

Vi segnalo a completamento della mio post di ieri l’opinione di una corsista I.So.La che dice la sua sul corso, sui corsisti e sul suo futuro, questa intervista mi ha rattristato molto perchè di questo corso a parte quelli che non volevano prendere i soldi per nulla, ci sono tante persone a cui erano state date speranze vane…

Da Acerra ad I.SO.LA tra novità e conferme.

Inceneritori e differenziata

La più grande novità di questi giorni è che è nata la società Partenope Ambiente (articolo qui) società costituita dalla A2A per gestire tutte le attività della regione campana, quindi non solo Acerra con annesso il CDR di Caivano ( per il pretrattamento dei rifiuti)  ma si propone anche per la gestione degli altri impianti di incenerimento previsti nella nostra regione.

Negli accordi societari di questa nuova società, che avrà alla guida il direttore sistemi energetici di A2A, Antonio Bonomo,  per ora non si parla di ASIA che per ora pare sia stata esclusa dalla gestione (e dai proventi) dell’inceneritore di Acerra ma che potrebbe essere esclusa anche dalla corsa per la gestione dell’inceneritore napoletano, ASIA dovrebbe pensare ad una holding con altri soggetti (si parla si ARIN).

Altra novità è nella data in cui questa società dovrebbe iniziare la gestione vera e propria dell’impianto di Acerra, ora si parla di inizio giugno data entro cui la prima linea dovrebbe essere effettivamente in funzione e quindi si potrebbe apssare alla consegna dell’impianto dalla Impregilo (che sta ultimando i lavori) alla nuova società, quindi niente inaugurazioni di inizio anno…

differenziata al bivio

Per l’ASIA non è un buon periodo, le percentuali di differenziata l’anno scorso si sono fermate ben al di sotto delle aspettative con un 18,7% che è ben sotto quel 20% che tutti erano certi di raggiungere, distratti forse dalle bufere di inizio anno, non sono state inaugurate altre zone da aggiungere al porta a porta, così, mentre il neo-assessore si dice sicuro del  raggiungimento del 25% per luglio, non ci sono ancora le azioni per far sì che ciò accada.

plastica preziosa se pulita

plastica preziosa se pulita

Altra nota negativa viene dal Conai, che visti i tempi di crisi ha deciso di pagare la tariffa piena solo per la differenziata che abbia un grado di impurità inferiore ad una certa soglia, per esempio per la plastica il limite è del 4%,  i rifiuti napoletani, che ad oggi hanno un grado di impuritàdel 4,5% avrebbero un corrispettivo decurtato del 30%. La nota diviene negativa perchè il presidente Fortini dopo l’approvazione di questa norma non pensa minimamente che si potrebbe migliorare la qualità della nostra differenziata, denuncia solo che ci saranno meno soldi…

Altro tema negativo riguarda le isole ecologiche, dopo le due già avviate ai colli aminei ed a ponticelli ne dovevano nascere altre 8 (una per municipalità), per lacune di queste sono stati fatti i bandi per la realizzazione, sono stati aggiudicati i vincitori, ma nel frattempo i soldi erano finiti… dove? Erano stati usati per pagare altri creditori! Per cui per ora niente isole ecologiche anche perchè la regione ha detto di dare maggiore importanza all’incremento della popolazione coinvolta nel porta a porta…

Per finire, pare che i lavoratori ex bacino Napoli 5 alla fine confluiranno in Asia, anche se ci sono ancora un centinaio che hanno dei dubbi, ma onestamente sono indeciso se annoverare questa tra le buone notizie o no…

Da noi le bonifiche si fanno così...

Ma se andiamo a livello regionale le cose non migliorano, la “nuova” società ambientale regionale l’ASTIR di cui parlammo tempo fa stenta ad entrare realmente nel vivo. Alcuni suoi dipendenti l’altro giorno hanno espresso il loro malumore occupando e mettendo sotto-sopra l’ufficio dell’assessore Gabriele, il motivo dovrebbe essere  che l’AStir ha circa 400 dipendenti dei quali circa 300 ex lsu che dovrebbero essere ricollocati in altre società, per poi assumere operai specializzati, per iniziare davvero a fare quello per cui è nata… nel frattempo si continuano a fare bandi a ditte esterne per eseguire le bonifiche che erano già in programma, l’ultimo bando riguarda il “Litorale Domitio Flegreo Agro Aversano” ed il  “Litorale Vesuviano”, ma non vi preoccupate l’Astir non toccherà un rifiuto per quello pagheremo altre società loro saranno al solito pagati per levare le erbacce ai regi laghi o altrove…

isolaNon potevo che concludere questo post con l’altra notizia che è su tutti i giornali oggi, riguarda gli assegnisti del progetto I.So.La , durante dei controlli eseguiti dalla digos nel turno 8-14 e solo il 10% dei senza lavoro era al proprio posto. La maggior parte non si è presentata, altri hanno firmato e poi sono andati via, in mille sono sott’inchiesta,ma questo può essere l’inizio di un’indagine dalla quale come dice il capo della Digos «potrebbero emergere gravi irregolarità nell’utilizzo di soldi pubblici» e che accende i riflettori anche sulle imprese destinatarie di contributi per consentire l’attuazione del programma.

Gli assegnisti I.So.La sono 3.500, sono stati investiti finora 30 milioni di euro, dopo il primo anno solo il 10% ha trovato lavoro gli altri sono rimasti per 500 euro a continuare l’esperienza presso le aziende in particolare ambientali per conivolgimento nelle iniziative contro l’emergenza rifiuti, non volgio lasciare commenti sulla vicenda, vi lascio con due video, uno che ritrae alcuni di questi lavoratori all’opera ed un altro in cui l’assessore Gabriele esprime le sue speranze per il prosieguo del progetto…

Giudicate voi…

p.s. oggi tutti festeggiano m’illumino di meno, io mi sento un po’ spento ma vi consiglio di leggere civati perchè come dice lui questa giornata  non può né deve essere una ricorrenza, ma un punto di partenza per iniziative politiche concrete e noi qui siamo ancora scegliendo se vogliamo partire o no.

La vita, la morte, tra (finta) morale e libertà.

Questo il contributo video di Diego Bianchi in arte Zoro alla vicenda di Eluana, dal titolo “Homo homini loop”.

In questo video c’è il peggio di questi giorni, tutto ciò che non avremmo mai voluto ascoltare e vedere in una vicenda così delicata, solo il silenzio come commento, un silenzio carico di rabbia, ma, per quanto mi riguarda, pieno di voglia di non rimanere a guardare, perchè il futuro nostro e dei nostri figli è anche nelle nostre mani…

Qui non si tratta di morale, si tratta di libertà, libertà di scegliere quali cure avere in caso non potessimo decidere da soli.

Calabrò, il relatore della proposta di cui si discute in questi giorni ieri ha scritto in un articolo al Corriere della Sera che

“La vera libertà non può che fondarsi su principi morali e pensare che la vita non è qualcosa di cui disponiamo e che quindi va sempre difesa è un concetto essenzialmente laico”,

Io da cattolico non condivido questa affermazione, così come non condivido l’uso ignobile che si è fatto del concetto di vita, io vorrei un giorno poter firmare il mio testamento biologico, poter decidere di se e come prolungare artificialmente la mia esistenza, senza limitazioni dettate da una legge, vorrei morire in pace e vorrei che anche quelli che mi sono vicini potessero vivere questo momento nella stessa pace senza doverlo prolungare inutilmente.

Quando esisterà un modulo ce mi permetta di dettare queste mie volontà sarò ben lieto di firmarlo, fino ad allora mi batterò perchè esista, questa per me è una lotta per la vita.

Leggo ora da un post di Ciwati di una campagna fatemiscegliere, voglio il testamento biologico, voglio una buona legge.

Parole, parole, parole…

A Napoli dall’inizio dell’anno sono volate molte parole, se ne sono buttate in quantità, parole d’amore come dice la conzone putroppo poche (tranne il buon Mola che però ha prontamente ritrattato)

L’anno è iniziato con una giunta nuova, nomi nuovi, lontani (abbastanza almeno) dai partiti, poi le polemiche, le registrazioni, le minacce, le dimissioni di Nicolais, il commissario, la prima riunione di giunta, la conta dei voti, gli attacchi reciproci tra fazioni,dichiarazioni incrociate tra vinti e vincitori (di che poi?)…. insomma parole, tante, troppe, soprattutto perchè da questi fiumi di parole in libertà non si trova uno straccio di idea di futuro per la città.

Si è parlato di nomi, di deleghe, di rinnovo della giunta, di duratadel mandato, ma mai di che cosa fare nel prossimo futuro, quali sono le priorità? Di cosa ha bisogno questa città per risalire la china?

Il 18 dicembre nell’incontro promosso da decidiamo insieme si tentò di affrontare il tema del dopo, del che fare, il sindaco ha preferito scegliere prima le persone per poi darsi (forse) un programma, a mio modo di vedere non è così che si affronta la crisi che la città sta vivendo, ma soprattutto non è così che si risponde alla voglia di nuova fiducia che si sente respirare per strada.

Oggi Obama alla vigilia dell’inizio del suo mandato ha dato le sue priorità : Rimborso fiscale di mille dollari per il 95% delle famiglie, fonti rinnovabili, nuove strade e scuole, qui da noi presi dalle crisi politiche della crisi economica non ne parla nessuno figurarsi preoccuparsi di trovare delle politiche sociali di emergenza, per non parlare sempre di Obama, Cofferati ad inizio anno ha proposto di azzerare la retta per i figli dei cassaintegrati per  nidi e le mense con l’intenzione di far seguire tariffe scontate per gli anziani, i disabili e i trasporti, oggi sui giornali c’è la notizia che gli studenti quest’anno pagheranno il prezzo intero per gli abbonamenti unico campania, pare che tra regione e comune si siano dimenticati di fare la convenzione con il consorzio Unico…. siamo in un altro pianeta!

Sempre oggi il Corriere riprende la problematica della manutenzione stradale, che vicende giudiziarie a parte, continua ad essere nei pensieri di tutti i napoletani, il conto che ne esce fuori è da capogiro, ogni buca costa 4.000€, tra cause e riparazioni (spesso inefficaci), Nuzzolo dice che ci sta pensando, ma la prima cosa che dice è che le cifra annuale preventivata per la manutenzione deve essere semplicemente moltiplicata per tre, facile no? Forse logica vorrebbe che questa situazione andrebbe monitorata meglio non con la filosofia del rappezzo continuo ma monitorando le zone e le cadenze degli interventi per verificare l’esigenza di manutenzione ordinaria, semmai approfittando del periodo estivo e non le prime pioggie che rendono tutti i rappezzi inutili.

Poi ci sarebbe da parlare di bagnoli, centro storico, fogne, edilizia scolastica, nettezza urbana, raccolta differenziata, turismo, viabilità, parcheggi….

Sono tanti i temi di cui parlare che mi sembra impossibile che nel dibattito politico (visto da sinistra e visto da destra) si trovi così poco spazio a questa discussione, cosa fare, come farlo, con quali soldi ed in quali tempi, su questi temi si può giudicare un’amministrazione, però forse il trucco oggi è nel non aspettare più che questi temi escano dal palazzo ma forse si può provare a provocare il palazzo riunendosi e ragionando insieme su questi temi ed elaborando punti tematici da cui partire e lì dove ci si riesce, formulare proposte più articolate.

Chissà che quest’anno non sia l’anno buono per i napoletani per riprendersi la città.

Comunque vada, auguri a noi…

Buon 2009!

Il 2008 sarà certamente ricordato nella storia di napoli come l’anno dei sacchetti per strada, ma chi ha vissuto pienamente questo anno sa che i segnali negativi sono stati moti di più, alcuni legati alla vicenda rifiuti come gli scontri a Pianura ed a chiaiano, i roghi, la diossina, l’esercito, ma anche la crisi politica della giunta (in calo di fiducia e con un debito fuori bilancio fuori controllo) a cui si è aggiunta nell’ultimo mese la vicenda Romeo.

Di indagini ce ne sono molte in cui sono coinvolte le amministrazioni locali, c’è il famoso processoin cui è conivolto Bassolino (con più rimandi che cause celebrate),  ci sono procedimenti in cui sono coinvolti vari ex sindaci napoletani ed anche l’attuale sindaco (lsu asia e gestione differenziata), c’è stata l’inchiesta sulle famose ecoballe ed il funzionamento degli impianti cdr negli ultimi anni…

Insomma il quadro non è dei migliori, oggi ho letto con piacere l’articolo che Mariano D’Antonio ha inviato a Napolionline di cui vi riporto un estratto invitandovi a leggerlo tutto qui, perchè mi sembra un buon punto di inizio per una seria discussione sul prossimo futuro , sperando che le buone intezioni del niuovo anno non svaniscano con l’epifania.

…l’anno  che si è aperto, non sarà per niente buono per la nostra città. Al contrario, sarà un anno orribile per l’economia e per la società napoletana. Non siamo ancora usciti dalla cosiddetta emergenza rifiuti con tutti i suoi contraccolpi specie sulle attività legate al turismo. Le imprese, quelle regolari che rispettano i contratti e gli obblighi fiscali, già soffrono per la mancanza di crediti bancari. Le famiglie, quando possono, s’indebitano per sostenere le spese anche per consumi necessari. Imprese e famiglie  se respinte dalle banche ricorrono poi agli usurai. Si rafforza così la presa dei clan cammorristici sul corpo sociale….

…Napoli così è diventata un costo secco per il resto d’Italia. Fino a quando le istituzioni pubbliche locali e i partiti politici che le governavano mantenevano un residuo di credibilità agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, questo costo è stato tollerato sperando gli italiani, i contribuenti residenti altrove, che finalmente i napoletani avrebbero potuto farcela se non da soli almeno con una quota decrescente di sostegni e sussidi a carico del bilancio statale….

…Molti politici napoletani non si sono ancora accorti di ciò oppure, se se ne sono accorti, ricorrono a giustificazioni inconcludenti (accusano l’egoismo degli italiani ricchi che si ritirano nei loro fortilizi lasciando i napoletani poveri privi della necessaria solidarietà collettiva), si mostrano inutilmente baldanzosi (“abbiamo le spalle forti”) e intanto si trastullano nei loro giochi a tavolino (rinnovare in parte o in tutto una giunta comunale?). Il guaio è che intanto la crisi finanziaria avviatasi l’anno scorso diventerà quest’anno via via crisi produttiva e si porterà appresso una maggiore disoccupazione anche a Napoli, dunque un accresciuto disagio sociale in una città già flagellata dalla mancanza di lavoro e di redditi familiari sufficienti per più di un quarto della popolazione.
Si può risalire la china? Si possono recuperare il rispetto e la dignità perduti agli occhi dell’opinione pubblica? Certo che si può, anche se non sarà facile, ma ad alcune condizioni…

…La prima è di abbandonare vittimismo e rivendicazioni generiche….

…La seconda è di valorizzare le competenze di dirigenti e impiegati…

…non servono gli assessori cosiddetti tecnici come surrogato della cattiva politica. Se sono necessari per tappare le falle, non devono occupare la carica per sempre. Occorrono invece politici autentici, capaci di aprire il cuore e le menti dei cittadini alla speranza di un futuro migliore almeno per i loro figli, politici colti e attenti, capaci di ascoltare i cittadini e di soddisfare le loro legittime attese…

…In terzo luogo, ma non per ultimo, per riabilitare i napoletani e restituire loro la dignità perduta, servono organizzazioni informali, associazioni d’interessi non corporativi né sezionali, dove gruppi di cittadini si riuniscano liberamente sfogando dapprima la loro incazzatura e trasformandola poi in ipotesi, proposte, progetti pubblici. Da questi organismi e non da scuole improvvisate di un partito che da liquido sta diventando gassoso per poi evaporare nello spazio, probabilmente usciranno nel tempo i primi politici autentici di cui ho detto…

Buon anno a tutti, ma soprattutto buon lavoro, ognuno nel suo ruolo, perchè se aspettiamo che la nostra città si risollevi da sola rischiamo di avere un altro capodanno come questo.