Ieri un articolo del sole 24 ore è rimbalzato su vari siti, la notizia era di quelle forti: Emissioni nocive oltre i limiti ad Acerra, si faceva riferimento ai dati delle centraline dislocate nelle vicinanze dell’inceneritore di Acerra e si parlava di 9 sforamenti in tre mesi dei limiti di Pm10 (le cosiddette polveri sottili)(50 µg/m³ )l’allarme era dovuto al fatto che per legge ci possono essere al massimo 35 sforamenti all’anno di tali valori, i dati a cui si faceva riferimento erano quelli ufficiali dell’Arpac tutti scaricabili dal sito .
Per meglio capire sono andato a controllare sul sito ed ho fatto un grafico degli andamenti delle emissioni melle tre centraline negli ultimi 15 giorni
Negli ultimi 14 giorni ci sono stati 11 sforamenti dei limiti ed in due casi è stato superato il doppio del limite stesso.
Al 27 maggio siamo già a 18 sforamenti del limite, considerando che le rilevazioni partono dal 26 marzo, i conti sono presto fatti.
Resta da capire quali siano le motivazioni di questi sforamenti, il primo imputato ovviamente è l’inceneritore, su cui però continua ad esserci un certo alone di mistero.
Sappiamo da tempo che l’inceneritore non inquina come tre auto (ma come quasi 100.000), ma quello che ad oggi non sappiamo è quanto e quando sia stato acceso l’inceneritore, e, cpsa ancor più grave, non sappiamo i dati delle emissioni dell’inceneritore visto che era stato promesso che,
nei locali dei Comuni sarà possibile consultare i rilievi svolti ai camini mediante tre centraline di monitoraggio installate dall’Arpac.
Penso che ci sia bisogno di tanta trasparenza, ed invece ci ritroviamo come sempre calati in una coltre di dubbi, oggi bertolaso ha fatto una conferenza stampa ma non mi risulta aver toccato l’argomento, penso che le popolazioni abbiano il diritto di sapere cosa succede, e di avere tutte le informazioni necessarie per sapere se ci sono motivi di preoccupazione per la propria salute.
Per far ciò bisogna rendere note le rilevazioni al camino dell’inceneritore di Acerra o comunque di conscere e rendere note le possibili cause di questo abnorme sforamento dei livelli di Pm10 di questi giorni, Chi si offre per dare una risposta?
Noi non possiamo far altro che tenere gli occhi e le orecchie ben aperte.
Update 28/5/2009
dal sito dell’arpac arriva una precisazione che vi allego
LIVELLI DI CONCENTRAZIONE DI PM10 NELL’AREA ACERRANACon riferimento alle notizie di stampa relative al superamento dei limiti di concentrazione media giornaliera di PM10, si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 in ottemperanza alle prescrizioni della competente Commissione Ministeriale di Valutazione Impatto Ambientale.
Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra.
ARPAC ha, comunque, programmato per le prossime settimane una specifica attività di controllo e monitoraggio finalizzata all’individuazione della incidenza percentuale delle molteplici fonti di emissione presenti in zona, anche attraverso la speciazione del particolato.
Sarei curioso a questo punto di vedere questi dati ex-ante e soprattutto sapere come si fa a pensare di mettere in funzione un inceneritore di quella portata se c’era già una concentrazione di Pm10 così elevata, poi rimane da dover essere spiegato lo sforamento per 11 giorni su 14…
In generale direi che se i livelli di Pm10 sforano anche quando l’inceneritore è spento non vedo come la situazione possa migliorare con l’impianto acceso, o crediamo veramente che pulisca l’aria?
Alla prossima…
update 29/5/2009
Oggi leggiamo su La Repubblica la versione del commissariato
Il termovalorizzatore, replica la struttura del sottosegretario, è in rodaggio. Ieri ad esempio si è fermato per la rottura di una pompa. «Ma la stiamo sostituendo, tutto nella massima trasparenza», ribadisce Bertolaso. E gli sforamenti, afferma uno dei collaboratori del sottosegretario, l´avvocato dello Stato Figliolia, «non sono affatto preoccupanti, ma fisiologici. Non dovranno verificarsi quando l´impianto quando sarà a regime, perché in questo caso ci sarebbero gravissime responsabilità penali e nessuno di noi si assumerebbe la responsabilità di mettere a regime un impianto laddove vi fosse solo un minimo dubbio che possa non rispettare i parametri».
Sul Mattino c’è una precisazione interessante dello stesso Bertolaso
Voglio poi rassicurare la popolazione, quando le emissioni vanno oltre un certo limite, l’impianto si ferma automaticamente . Solo il 22 aprile non è accaduto e l’impresa è stata per questo diffidata
Quindi non è che i dati sono in linea ma è normale che in questo periodo l’inceneritore inquini, poi ci possono essere dei problemi, qualcuno che si dimentichi di fermare l’impianto, insomma, ora sono veramente più tranquillo! Forser meglio quando non si hanno le risposte…
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Acerra, non bastava il cip6 vogliono pure le ecoballe.
update ore 22:00 abbiamo registrato un punto della settimana speciale su Acerra con Norberto e con la presenza di Alessandro Iacuelli, autore de “Le vie infite dei rifiuti. Il sistema campano”
Mi ero ripromesso di non parlare dell’inaugurazione di Acerra, non oggi, non quando la voglia di spot è così elevata, non oggi che non si riesce a ragionare ma poi capita che il mio più grande timore si materializza sotto forma di ordinanza e permette di far bruciare le ecoballe di ogni colore, specie, anno e provenienza… previa caratterizzazione in loco, ovvio!
Allora mi sono detto che il silenzio oggi non mi è concesso, quindi vorrei in questo umile post spiegare con alcuni punti perchè l’apertura dell’inceneritore di Acerra non è per nulla una buona idea e perchè brucuiarci le ecoballe campane lo è ancora di meno.
Questo era quello che si poteva scrivere fino a ieri, molti lo avranno scritto meglio e probabilmente è il motivo per cui non avrei voluto scrivere oggi, ma stamani ecco la notizia contenuta nell’ordinanza pubblicata nella gazzetta ufficiale edi ieri in cui si dice che, sarà possibile bruciare le ecoballe stoccate dal 2005 “a prescindere dallo stato di conservazione delle stesse”, previa caratterizzazione in loco che, se risultasse negativa impedirebbe di bruciarle… “volevo vedere che non lo scrivevano!”
Anche qui voglio solo elencare dei brevi punti
Intercettazione del 7 marzo 2005, ore 18, 59, tra l’allora Commissario Straordinario ai rifiuti, il prefetto Corrado Catenacci, e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso
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